Francesco Rocca resta in carcere, l'inchiesta non si sposta da Cagliari: nessun colpo di scena. Bisognerà solo aspettare qualche giorno per leggere le motivazioni che ieri hanno indotto il Tribunale del riesame di Cagliari a respingere l'istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati Mario Lai e Angelo Manconi e a negare il trasferimento delle indagini a Nuoro.
Evidentemente il collegio presieduto da Massimo Poddighe ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza che il 28 febbraio scorso hanno portato il dentista di Gavoi in cella a Buoncammino con l'accusa di aver ordinato l'uccisione della moglie Dina Dore, assassinata la sera del 26 marzo 2008 nel garage della sua abitazione davanti alla figlioletta di otto mesi. Non solo: i giudici cagliaritani hanno seguito la tesi già motivata dal gip Giorgio Altieri nell'ordinanza di custodia cautelare sulla competenza territoriale. In parole semplici, nonostante all'indagato sia stato - per ora - contestato solo l'omicidio aggravato dalla premeditazione e dal vincolo coniugale, resta in piedi l'ipotesi che il piano criminale prevedesse la simulazione, dopo il delitto, di un sequestro di persona (reato che attira la competenza della procura distrettuale di Cagliari) al fine di estorcere il denaro con cui pagare i killer. Uno di questi, secondo l'accusa, è Pierpaolo Contu, un giovane di Gavoi che nel 2008 aveva 17 anni: il suo avvocato, Gianluigi Mastio, non ha presentato ricorso al riesame presso il Tribunale dei minori di Sassari dopo che il ragazzo, nell'interrogatorio di garanzia, si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Intanto continua la caccia al terzo uomo: gli inquirenti sono convinti che, nel garage di via Sant'Antioco, Contu non sia entrato in azione da solo. Per scovare il complice ieri mattina è stato sentito per quasi quattro ore un testimone: negli uffici della Procura, al terzo piano del Palazzo di giustizia di Cagliari, dalle 10 fino alle 14 un giovane è stato messo sotto torchio dal procuratore Mauro Mura, dal sostituto Danilo Tronci e dal capo della squadra mobile di Cagliari Leo Testa. Nella stanza c'erano anche altri agenti. Il clima era molto teso. Il riserbo che circonda questa fase delle indagini non consente di sapere niente di più. Si può soltanto immaginare che si sia deciso di raccogliere la testimonianza di altre persone di Gavoi che finora non erano mai state convocate.
Nei prossimi giorni sarà sentita pure la ex amante di Francesco Rocca che in passato ha pure lavorato nello studio dell'indagato. La donna era stata interrogata a suo tempo ma, dopo l'audizione del suo attuale fidanzato, è lecito attendersi una diversa ricostruzione dei fatti.
M. Francesca Chiappe
