Che fossero le nuove generazioni quelle maggiormente penalizzate dalla crisi economica non vi era alcun dubbio, ma adesso a confermarlo ci sono anche i dati. Se nel 2012 il tasso di disoccupazione complessivo si è attestato all'11,4 per cento, quello relativo alla mancata occupazione giovanile ha delineato una realtà ben più preoccupante. Il 26,5 per cento dei giovani tra i 15 e i 29 anni che risiedono in provincia di Nuoro sono disoccupati o stanno cercando un lavoro: in pratica, più di un ragazzo su quattro. In un solo anno questo tasso, che è cresciuto di ben 6,5 punti percentuali, desta non poche preoccupazioni non solo per le ripercussioni economiche in termini di minori consumi ma prevalentemente per quelle sociali che indubbiamente andranno ad innescare.
CIFRE DA BRIVIDO I dati divulgati dall'Istat dicono che una buona fetta dei giovani si trova, infatti, tagliata fuori sia dal mondo del lavoro che da quello della scuola, relegata in una fase di standby in attesa di segnali positivi di cambiamento. Il fenomeno appare ancor più preoccupante se si analizzano i dati relativi alla disoccupazione giovanile nel range tra i 15 ed i 24 anni. In questo caso il tasso balza al 34,5 per cento con un incremento di 6 punti percentuali rispetto al 2011 e di ben 11,8 rispetto al 2004 e sta ad indicare la difficoltà incontrata dai giovanissimi, spesso privi di esperienza, ad essere assunti con contratti duraturi e regolari.
LA LAUREA NON BASTA Anche la laurea non è più una garanzia per conquistare un lavoro in breve tempo. Se in passato, infatti, il conseguimento del tanto agognato titolo accademico consentiva alla maggior parte dei neo laureati di trovare un'occupazione entro un anno dal conseguimento della pergamena, adesso è molto difficile che ciò avvenga. Stando alle rilevazioni condotte da Almalaurea, nel 2012 circa il 20 per cento degli under 35 in possesso di una laurea era disoccupato nonostante si fosse impegnato attivamente nella ricerca di un lavoro. Tra coloro che invece un lavoro l'hanno trovato sono cresciute le occupazioni a tempo determinato e le collaborazioni, a scapito dei contratti a tempo indeterminato. La laurea, quindi, dà qualche speranza ma non costituisce più un'ancora di salvezza.
VERA EMERGENZA Il problema della disoccupazione giovanile si è trasformato ormai in una vera e propria piaga sociale caratterizzata da termini quali la precarietà , l'immobilizzazione, i salari bassissimi, e un futuro sempre più incerto. Il rischio che si corre è quello di assistere nuovamente a un'emigrazione di massa che svuoterà il territorio delle forze lavoro più produttive. Il rammarico è quello di vedere ragazzi, nemmeno poi così giovani, vivere ancora a carico dei genitori poiché gli è stata preclusa la possibilità di costruirsi un futuro.
Simone Tatti
