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L'unione sarda. Sindaco sì, ma non dottore

«Non è laureato. Il titolo negli atti e nel sito comunale»

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Dal nostro inviato
Augusto Ditel
ARZACHENA «Ragnedda? Come Giannino». «Ragnedda? come Crosetto». Toh, girelli per Arzachena così, come se niente fosse, e in che cosa t'imbatti? Nell'ultimo gossip politico che punta al bersaglio grosso: il sindaco. Sì, Alberto Ragnedda, il manager 41enne del prestigioso Capichera, vermentino sublime, che guida il ricchissimo comune gallurese dall'11 giugno dell'anno passato.
IL PEZZO DI CARTA Tutti pensavano che Ragnedda fosse laureato, e invece un ragazzo di Arzachena, molto vicino al Pd, che evidentemente non ha l'abitudine di andare a cena con il primo cittadino, ha scoperto che Alberto Ragnedda ha sì studiato, parla un ottimo inglese, è l'interlocutore principale dell'emiro del Qatar che sul suo territorio vuol riversare un miliardino di euro, ma non può fregiarsi del titolo di dottore per il semplice motivo che non ha mai conseguito la laurea. Eppure, nel sito dell'amministrazione comunale di Arzachena, consultato anche ieri sera, alla voce sindaco, il nome di Alberto Ragnedda era preceduto dal titolo “Dott.”, così come si può notare nei numerosissimi documenti ufficiali sottoscritti dal capo dell'esecutivo.
IL FOTOGRAFO L'autore della rivelazione - che farà discutere ancora nei prossimi giorni - si chiama Nino Muzzu, fa il fotografo, milita nel Pd, e ad Arzachena tutti lo conoscono per un giovane mite, non rissoso.
«In un momento particolarmente infelice nell'attribuirsi lauree mai conseguite, che hanno costretto dei personaggi a dimettersi da incarichi anche importanti - ha argomentato Muzzu, che poi ha postato il suo commento su Facebook, in un gruppo aperto che conta quasi 1800 aderenti - , anche ad Arzachena ci si attribuisce il dottorato senza averne titolo. Seguire corsi e master universitari, che siano Cambridge o Bocconi, non danno il diritto di attribuirsi il titolo di dottore».
La notizia - manco a dirlo - ha fatto il giro di Arzachena e di mezza Costa Smeralda in pochissimi giorni, e il dibattito si è trasferito sui social network, al punto che lo stesso Alberto Ragnedda, pur non essendo stato citato con nome e cognome da Muzzu, ha risposto sempre su Facebook a mezzanotte dello scorso 18 marzo, dopo aver ringraziato (!) il suo interlocutore per aver sollevato la questione.
LA RISPOSTA «Dopo il diploma - ha scritto il sindaco - ho frequentato un corso di studi a Cambridge, prima in lingua inglese, necessario per potermi iscrivere a un corso di business administration , e poi un altro in marketing & communications che ho regolamente completato. Per vicissitudini familiari, sono rientrato in Italia e non ho proseguito gli studi fino al conseguimento del degree (laurea). Ho poi frequentato un master per non laureati alla Scuola di direzione aziendale dell'università Bocconi di Milano».
Il primo cittadino di Arzachena ha anche precisato: «Non sono stato io a fregiarmi del titolo che non ho e, a testimonianza della mia onestà intellettuale, sulla porta dell'ufficio del sindaco ho fatto togliere il titolo di dottore prima del mio nome, in quanto dottore non sono. E se questo titolo dovesse trovarsi in altri documenti, prego di segnalarmelo: in questo caso provvederei a rimediare all'errore».
LE CONSEGUENZE L'errore, già. I documenti ufficiali che portano la firma del sindaco con tanto di titolo sarebbero moltissimi, e c'è più di un avversario politico dell'amministrazione comunale che si dice convinto della nullità degli atti, oltreché delle conseguenze per il sindaco.
La materia sembra controversa, ma diversi legali avrebbero escluso conseguenze di rilievo per Alberto Ragnedda. C'è chi ironicamente fa riferimento a una serie di norme che prevedono un'ammenda da 30mila lire (!) a 200mila lire, in vigore fino al momento in cui c'è stata la depenalizzazione.
TELEFONO MUTO Fino a tarda sera, abbiamo cercato Alberto Ragnedda, con scarsa fortuna. Ai messaggi in segreteria, non c'è stata nessuna risposta. Non resta che concludere con la parte finale del post apparso su Facebook. «Non sono affatto convinto - sostiene il sindaco - che siano i titoli a determinare la qualità, l'onestà, l'importanza o l'essenza delle persone. Così come non è il titolo di sindaco a poter certificare l'autorevolezza di una persona, ma piuttosto la forma e i contenuti della sua azione amministrativa. E su questo spero di essere giudicato alla fine del mio mandato».

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