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L'unione sarda. Strada della vergogna

Venti chilometri di coda nei due sensi tra Serrenti e Sanluri Lavori fermi, una sola corsia, il caso approda in Parlamento

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dal nostro inviato
Lorenzo Piras
SANLURI Ieri pomeriggio non c'era nessuno. Alle 15,30 solo un camion percorreva la Carlo Felice, apripista in una strada piena di buche. L'altro ieri, invece, era un inferno: venti chilometri di code al rientro dalla scampagnata di Pasquetta, tra cantieri fantasma, lavori incompleti, insicurezza. Proteste e improperi però sono valsi a qualcosa. Un'interrogazione parlamentare e un esposto alla Polstrada sono stati presentati dal deputato Mauro Pili: da Villagreca a Sanluri, e soprattutto viceversa, sembra di percorrere un sentiero di campagna, non la superstrada che collega le due principali città dell'Isola.
SCEMPIO Nessuno ne parlerebbe se lo scempio non fosse lì, sotto gli occhi dei sardi, e se l'Anas non avesse dato scadenze certe sull'ultimazione dei lavori: dicembre 2010. Il problema, ora, è che da Sanluri a Nuraminis, passando per Serrenti, la ditta incaricata (la Mambrini) non riesce a completare le opere. Colpa del maltempo? Di certo ieri pomeriggio non erano in azione né squadre di operai né camion. Solo desolazione.
LA SITUAZIONE «Il rischio», sostiene Gianni Olla, responsabile per l'Edilizia per la Uil di Cagliari, «è che se la Mambrini non rispetterà le scadenze imposte dall'Anas, 150 giorni per il completamento dell'opera entro maggio-giugno, possa accadere l'irreparabile. I tempi si allungherebbero a dismisura, e per i circa 35 operai in cassa integrazione dell'azienda le prospettive non sarebbero rosee. Aggiungo che, essendo un appalto aggiudicato al ribasso otto anni fa, non so se i costi per il completamento saranno gli stessi di allora».
IL CASO Tra un cantiere e l'altro, da Villagreca a Sanluri e da Sanluri a Villagreca (otto chilometri nel primo, appena qualcosa di più nel secondo) sono stati investiti circa 150 milioni di euro. Dalle due arterie temporanee è possibile constatare le conseguenze dell'interruzione degli interventi, avviati otto anni fa con l'aggiudicazione degli appalti e mai terminati. Nel giro di un anno, tempo degli ultimi lavori, dal nuovo tratto in costruzione è sparito tutto, anche i bagni chimici riservati agli operai.
LA STRADA Verso Sanluri, facile preda per qualche ladro del settore, sono in mostra elementi d'acciaio abbandonati, probabilmente utilizzati per la realizzazione del guard rail laterale. Procedendo da Cagliari, dal chilometro 30 al chilometro 41, già all'altezza di Villagreca c'è la segnalazione di lavori inesistenti, addirittura di un improbabile pericolo derivante dai mezzi pesanti. Superato l'incrocio iniziano le strisce gialle e, poco avanti, la riduzione della strada a una corsia. Tutto sommato, però, nel versante di Villasanta la deviazione è abbastanza lineare e le condizioni dell'asfalto, fino a Serrenti e, a seguire, fino a Sanluri, sono abbastanza regolari. La nuova strada è abbandonata, ma sembra pronta al 95 per cento. Non lo è il ponte per l'inversione di marcia poco prima dell'ingresso a Sanluri. Tutt'altro.
PRECARIETÀ L'idea dell'incompletezza e della precarietà si manifesta sull'altra sponda, quella da Sanluri a Nuraminis: nel cantiere, bloccato all'ingresso, la nuova strada sembra una mulattiera. Manca l'asfalto in qualche tratto e molte opere sono da terminare. Nella strada laterale su una corsia le voragini sull'asfalto non si contano e la sicurezza è garantita dalla segnaletica, dal rispetto dei limiti di velocità (50 chilometri orari) e dal buonsenso, soprattutto di notte. Ora, di tutto questo, dovrà rispondere il ministro Corrado Passera.

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