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L'unione sarda. Nube nera, aziende sotto sequestro

Il latte sarà distrutto, ma gli esiti parziali delle analisi dell'Arpas escludono sostanze tossiche

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I pastori all'alba di ieri mungono le pecore dal manto misteriosamente nero. Ma quel latte si ferma lì perché qualche ora dopo arriva il divieto di conferimento. Ordine della Procura di Oristano che mette sotto sequestro cautelativo sette aziende e quasi quattromila capi assieme ai pascoli di Noragugume, al confine con Ottana, estesi per 360 ettari, a ridosso dell'area industriale. I primi risultati dei controlli dell'Arpas, tuttavia, escluderebbero che si tratti di sostanze nocive all'uomo e agli animali. Esiti parziali, non ancora ufficiali.
LA PROCURA La giornata di ieri ruota attorno all'attesa di quei risultati per capire la natura della polvere nera finita sulle pecore e sui campi di Noragugume. Ma la Procura di Oristano, che si occupa della vicenda assieme a quella di Nuoro, competente per l'area di Ottana, procede intanto con il sequestro cautelativo di allevamenti e produzioni. Il latte raccolto ieri, un migliaio di litri, verrà distrutto.
RISULTATI Nel pomeriggio filtrano i risultati provvisori dei test: i primi esami dell'Arpas sarebbero negativi. Quella polvere non sarebbe tossica per uomini e animali, ma composta da particelle di carbonio, nocive per inalazione, non al tatto o per ingerimento. Per tutta la giornata negli ovili sono al lavoro i veterinari della Asl, i carabinieri del Noe, gli esperti dell'Arpas, i forestali della stazione di Bolotana e del Nucleo investigativo dipartimentale. Eseguono prelievi e sopralluoghi, acquisiscono documentazione per capire cosa il vento abbia portato in quei campi.
CENTRALE ELETTRICA I controlli coinvolgono la Centrale di Ottana dove si verificano registro delle attività del camino e trend delle immissioni. Da qui proviene il boato di domenica notte, legato all'entrata in funzione di una valvola di sicurezza della caldaia. Ma da qui fino all'area infestata di polvere è tutto pulito. Elemento che alimenta il mistero e ipotesi suggestive tra i residenti, come quella del passaggio di un aereo con la scia nera svelata di giorno.
REAZIONI «È un disastro», commenta Mario Tolu. Lui, come gli altri allevatori, s'è messo a mungere le pecore all'alba, ha raccolto il latte nel refrigeratore e s'è visto sequestrare tutto. Le sue ottocento pecore restano negli stessi pascoli, proprio ora che passati i mesi di pioggia la produzione del latte era finalmente in ripresa. «Dove porto le mie pecore? Non le posso lasciare nel capannone, al coperto. Con questo caldo scoppierebbero. Restano dove sono».
I DANNI Tolu, allevatore di Fonni, titolare di un'azienda-modello come le altre sotto sequestro, tirate su con investimenti e grandi fatiche, ammette un timore non da poco. «Ho paura ad andare a mungere le mie pecore, non so cosa sto toccando». Pone un dubbio pensando al danno ambientale e a quello economico: «D'accordo bloccare tutto perché bisogna capire che sostanza è questa, ma chi paga le spese?».
IL SINDACO Michele Corda, sindaco di Noragugume, raccomanda prudenza. «La priorità è la salute di persone e animali, ma prima bisogna conoscere gli esiti delle analisi dell'Arpas. Non si sa neppure se il latte sequestrato sia contaminato o no. Perciò niente allarmismi».
Marilena Orunesu

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