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L'unione sarda. Delitto Dore, il presunto killer resta in cella

GAVOI. Il Riesame

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Un'ordinanza molto simile all'altra: così come il Tribunale del riesame di Cagliari, il 23 marzo, aveva respinto l'istanza di scarcerazione del dentista di Gavoi Francesco Rocca, ieri mattina il Tribunale del riesame presso il Tribunale dei minori di Sassari ha fatto altrettanto per Pierpaolo Contu. Questo significa che, come il vedovo di Dina Dore resta in cella a Buoncammino con l'accusa di aver ordinato il delitto della moglie, così il suo giovane compaesano che all'epoca dell'omicidio aveva 17 anni, rimane a Buoncammino con l'accusa di aver assassinato la donna. I giudici sassaresi hanno da un lato non hanno accolto le questioni di diritto sollevate dall'avvocato Gianluigi Mastio in relazione alle garanzie difensive su cui il teste-chiave avrebbe dovuto contare, dall'altro hanno attribuito piena attendibilità proprio a quel ragazzo che, dopo quattro anni e mezzo, ha svelato agli inquirenti la terribile confidenza di Contu: ho ucciso io Dina Dore su richiesta del marito che mi ha promesso 250.000 euro, ho provato gusto, lo rifarei.
Rocca (difeso dagli avvocati Mario Lai e Angelo Manconi) e Contu sono stati arrestati il 28 febbraio scorso dagli agenti delle squadre mobili di Cagliari e Nuoro al comando di Leo Testa e Fabrizio Mustaro. Il dentista avrebbe ordinato al giovane amico l'omicidio della moglie, assassinata a 37 anni nel garage della sua abitazione, la sera del 26 marzo 2008, davanti alla figlia Elisabetta di otto mesi. I killer (almeno due) avevano atteso la donna dentro il garage dell'abitazione di via Sant'Antioco dove, secondo l'accusa, li aveva fatti entrare Rocca nel pomeriggio. Erano entrati in azione non appena la donna era scesa dalla sua fiat Punto: l'avevano colpita con una roncola in testa prima di soffocarla con scotch da pacchi per poi sistemarla dentro il bagagliaio della sua auto. La figlioletta era stata lasciata sul pavimento. Gli assassini avevano inscenato un tentativo di sequestro per depistare le indagini e allontanare i sospetti dal marito: nei giorni precedenti Rocca aveva mandato sms, anche di minacce, alla moglie che tradiva da tempo con la sua assistente.
Maria Francesca Chiappe

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