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L'unione sarda. Dipinti di Satta, è mistero

Quote rose in Giunta, sì definitivo del Consiglio

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Incalza la querelle sui dipinti di Sebastiano Satta. Il nuovo mistero riguarda due opere a china, “Rifiuti del mare”, acquisite a suo tempo (così parrebbe) dal Comune, ma di cui non si sa più nulla. A interrogare sulla questione l'assessore alla Cultura Leonardo Moro, ieri in Consiglio, l'esponente Pdl, Giuseppe Montesu.
LE OPERE SPARITE «Ho potuto accertare che il Comune ha ricevuto cinque opere - osserva il consigliere - ma due di queste mancano all'appello nonostante si trovassero nel palazzo almeno fino al 1994». I quadri farebbero parte del gruppo della “Pastorella con gregge”, detto anche “Gregge”, il quale, trafugato nel 2007, era stato ritrovato dai carabinieri in casa dell'ex sindaco di Nuoro Martino Corda. Il rinvenimento era valso al primo cittadino una condanna. “Gregge” è tornato tra le mura del Comune dopo la riconsegna da parte del comandante del Nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri Paolo Montorsi. Gli altri oli non avevano mai lasciato la sede. Delle due chine, invece, nessuna traccia.
IL VERBALE Per puntellare la sua tesi Montesu esibisce un verbale delle forze dell'ordine contenente la deposizione di un ex dirigente comunale dei servizi culturali Paolico Casu, che asseriva di aver preso parte all'acquisizione di quei beni, donati dagli eredi di Satta, quando primo cittadino era Franco Mariano Mulas: «Vi ho partecipato con gli assessori Francesco Careddu e Fabio Coronas, nel 1978 ci siamo recati nell'abitazione di Vindice Satta a Montecatini da dove abbiamo prelevato il fondo archivistico, manoscritti e alcune opere pittoriche tra cui due chine intitolate I rifiuti del mare».
LA REPLICA A stretto giro la risposta di Leonardo Moro: «Relativamente a tali dipinti è agli atti un unico riferimento, che deriva dalla deliberazione della Giunta numero 730 del 30 agosto 1983, avente a oggetto l'acquisto di cinque quadri, Ziu linu, Ritratto di fanciulla, Il gregge e le chine I rifiuti del mare. Rispetto a questi ultimi due la pratica non risulta perfezionata, per cui potrebbero non essere mai stati consegnati all'amministrazione. Confido in una collaborazione con Montesu e qualora ne venisse appurata la scomparsa, procederemo con la denuncia. Ricordo che abbiamo avviato un progetto di catalogazione di tutto il patrimonio artistico e storico comunale del valore complessivo di 42 mila euro».
QUOTE ROSA Archiviata la disputa sui quadri di Satta tiene banco il terzo passaggio sulla parità di genere: confermata la ratifica. Soddisfatta la consigliera Pd Franca Carroni che commenta: «È una conquista nell'immenso deserto di arretratezza culturale ma c'è ancora molta strada». Scettico il capogruppo Pdl Pierluigi Saiu: «Pur di tirare a campare, di evitare un rimpasto che sarebbe potuto risultare esplosivo, Bianchi e i suoi votano la parità di genere ma ne rimandano l'entrata in vigore al 2015».
Francesca Gungui

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