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L'unione sarda. Sulle quote rosa l'opposizione va all'attacco

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«La proposta dell'opposizione, rispettosa della parità di genere, sarebbe stata vincente, ma si è scontrata con presunti problemi di fine mandato tra bande che ancora si sfidano per poltrone, incarichi e candidature». È il duro commento del consigliere Paolo Manca e del segretario del movimento Città in Comune, Francesco Fadda, dopo l'approvazione della modifica dello statuto che introduce le quote rosa nella giunta, ma a partire dal 2015.
ATTACCO AL SINDACO I due esponenti di Città in Comune ricordano le iniziative del movimento a partire dal 2010 con la mozione sulla parità di genere e bacchettano la decisione definitiva di mercoledì. «Una maggioranza sgangherata, capeggiata da chi si autodefinisce trapezista di un circo, per non mettere in pericolo la poltrona di nessuno ma in primis la propria, rinvia tutto pilatescamente al suo successore», accusano Manca e Fadda con evidente riferimento al sindaco che - sostengono - avrebbe voluto evitare in questa legislatura rimpasti per garantire il riequilibrio della parità di genere.
IL CASO «Era il 4 settembre 2010 quando i consiglieri di Città in Comune presentarono un'interrogazione al sindaco. Solo tre giorni dopo gli stessi consiglieri, non per mettere in difficoltà il sindaco, presentarono un emendamento per modificare lo statuto per un riequilibrio della parità di genere che la maggioranza molto frettolosamente respinse», ricordano Manca e Fadda che citano poi la mozione presentata da tutta l'opposizione il 20 ottobre 2011. «Fu posta all'ordine del giorno del Consiglio del 22 dicembre 2011 e non discussa per assenza del proponente. Cinque mesi dopo fu riproposta al Consiglio. La maggioranza - sottolineano i due leader di Città in Comune - attraverso una risoluzione dilatoria rimandò la decisione a una futura modifica dello statuto. Solo in seguito a una richiesta formale di rispetto del regolamento comunale fu calendarizzata la discussione nel Consiglio dell'11 settembre 2012. Ora - concludono - dopo 35 mesi di malgoverno e 20 dalla presentazione della mozione una flebile e confusa maggioranza partorisce il topolino».

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