L'ex deputato Bruno Murgia è il nuovo presidente dell'Istituto superiore regionale etnografico. La nomina arriva venerdì con un decreto firmato dal presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo. Atto finale di un percorso più lungo e tortuoso rispetto a quello abituale. Ieri Murgia si presenta nella palazzina di via Papandrea per un primo incontro con il direttore generale dell'Istituto e per un saluto ai dipendenti. Nei prossimi giorni la riunione del primo consiglio di amministrazione dove siedono Giampaolo Mele e il sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi.
LA NOMINA Murgia, ex parlamentare del Pdl, già consigliere regionale ed esponente di spicco di An, sostituisce al vertice dell'Istituto etnografico Salvatore Liori, esponente dei Riformatori: il suo mandato, scaduto lo scorso dicembre, è stato prorogato per alcuni mesi. Poi l'avvicendamento, deciso sulla base degli equilibri interni alla maggioranza di centrodestra che governa la Regione. Il decreto di nomina, però, pur essendo pronto da qualche mese, si incaglia a causa della crisi della giunta Cappellacci. Arriva il rimpasto, riparte la giunta ma l'atto di nomina per Murgia viene definito solo nei giorni scorsi. Ora, nella pienezza dell'incarico, l'ex parlamentare pensa agli obiettivi da raggiungere da timoniere dell'Isre.
IL PROGETTO «Vorrei mettere in campo importanti collaborazioni per rilanciare la centralità dell'Isre e della cultura in Sardegna», sottolinea il neo presidente. Ha in programma per i prossimi giorni un incontro con l'assessore regionale alla Cultura Sergio Milia, ma ha anche in mente di aprire l'Istituto etnografico a banche e privati, a una possibile collaborazione con la Fondazione Banco di Sardegna. «Dobbiamo anzitutto fare i conti con le risorse disponibili dopo i forti tagli», sottolinea Murgia. E aggiunge: «Stabiliremo nel cda le attività possibili in modo da rilanciare l'Isre che è comunque l'istituto più importante della Sardegna». ( m. o. )
