Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Tariffe alle stelle e voli strapieni

AEREI. Un turista che vuole arrivare nell'Isola spende fino a 637 euro tra andata e ritorno

Condividi su:

Primi assaggi di vacanza e primi disagi. Con la primavera, quando gli aerei si riempiono oltre che di pendolari anche di turisti, muoversi nei fine settimana diventa un problema. E chi ci riesce, se non ha la residenza in Sardegna, deve sborsare cifre enormi anche se viaggia con bambini che in teoria dovrebbero pagare meno. Ad esempio nel prossimo weekend, chiunque voglia partire per Roma (e quindi per la Penisola visto che Fiumicino è uno scalo di collegamento per tutto il centro sud) potrebbe dover rinunciare: i voli sono quasi esauriti con Alitalia e pieni con Meridiana. Le compagnie da tempo hanno ridotto i voli (circa il 30% in meno di quanto prevede la continuità) e con un po' di traffico in più, i posti diventano introvabili. L'unica alternativa (in esaurimento) è Ryanair che vola su Ciampino e che chiede dai 75 (se si è disposti a partire alle 6.50 del mattino) ai 185 euro per il volo delle 21.45.
ESTATE L'offerta è più ampia se si prenota con anticipo, il problema sono i prezzi. Chi è residente nell'Isola può usufruire della tariffa “agevolata” che per Roma supera i 67 euro più le tasse, mentre per Milano sale a 77 euro (ma che diventano rispettivamente 82 e 89 euro se si parte dagli scali della Penisola). Per gli altri, invece, vige la legge della giungla: chi prima arriva trova posto e prezzi convenienti (ad esempio da 73 euro sul Cagliari-Roma del 14 giugno e 125 euro per il ritorno del 16 giugno) che però non consentono di modificare il biglietto se non dietro il pagamento di un'ingente penale. La tariffa piena sfiora invece i 290 euro all'andata e supera i 350 al ritorno. Insomma, un biglietto andata e ritorno per un turista varia a giugno da 198 a 637 euro. Stesso discorso su Milano.
TASSE A questi costi è poi necessario aggiungere le tasse aeroportuali che, vediamo, cambiano la cifra se si decide di partire da Milano e Roma o da Cagliari dove invece sono più basse. Queste imposizioni sono richieste a prescindere dal costo del biglietto anche ai bambini, persino ai neonati. «Chi viaggia in nave o aereo deve pagare una tassa portuale o aeroportuale», spiega Alessia Littarru, titolare dei Viaggi di Litta. «E questa incide sui biglietti soprattutto delle famiglie». I bambini sotto i 2 anni, ad esempio, pagano la tassa nonostante in aereo viaggino in grembo ai genitori, senza posto assegnato. «Dai 2 agli 11 anni, poi, pagano quanto un adulto nonostante il biglietto sia ridotto». In molte strutture turistiche come i villaggi, ma anche sulle navi da crociera, i ragazzi sino alla maggiore età non pagano. «È un paradosso: lo Stato dice di aiutare le famiglie con bonus di vario tipo ma poi chiede una tassa iniqua come questa, un'imposizione che affossa il comparto turistico e l'intera economia della Regione». Le famiglie sarebbero scoraggiate da questi costi aggiuntivi. «Su un biglietto che ho appena emesso, ad esempio», conclude Littarru, «un adulto, su un volo A/R Cagliari-Palermo spende 150 euro di tasse e 110 di tariffa mentre un bambino paga 157 euro di tasse e 81 di viaggio. Vorrei capire il motivo».
Annalisa Bernardini

Condividi su:

Seguici su Facebook