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L'unione sarda. La casa “verde”, idea sarda

Illustrato il progetto di bioedilizia, un mix tra pubblico e privato

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Un progetto di bioedilizia che produce ricchezza con il recupero delle eccedenze dei prodotti naturali. L'obiettivo del polo produttivo “La Casa Verde CO2” è di coniugare efficienza energetica e innovazione, partendo proprio dalla valorizzazione di quelli che, di solito, sono definiti scarti. Le sottolavorazioni di lana, vinacce, latte, olio d'oliva e potature sono, al contrario, preziosi elementi per realizzare produzioni di edilizia sana e carbon free.
L'INIZIATIVA È stata illustrata ieri a Villa Devoto dalla coordinatrice dell'impresa “Edilana” Daniela Ducato e dal presidente della Regione Ugo Cappellacci. All'incontro erano presenti anche gli assessori regionali dell'Agricoltura Oscar Cherchi, della Programmazione Alessandra Zedda, dell'Industria Antonello Liori e dell'Ambiente Andrea Biancareddu. Del polo produttivo “La Casa Verde CO2” fanno parte 73 aziende a livello nazionale, di cui 42 si trovano in Sardegna. Operano anche nei settori della falegnameria ecologica, dell'edilizia, della carpenteria metallica e della nautica. Nel progetto sono impiegate in totale 570 persone, di cui circa 300 nell'Isola.
NUOVA ECONOMIA «I costi per la creazione di prodotti isolanti a basso impatto ambientale», evidenzia Daniela Ducato, «sono allineati con gli altri presenti sul mercato. Il nostro è un prodotto che costa meno del sughero ma che ha una migliore efficienza termica. Noi produciamo isolanti e pacciamanti per l'agricoltura».
IL PREMIO L'Edilana, operativa dal 2008, ha ottenuto circa 30 riconoscimenti nazionali e internazionali. Oggi a Milano riceverà il primo premio “Sodalitas social awards 2013” e dal 17 al 23 giugno parteciperà al salone mondiale dell'aeronautica e dell'aerospaziale di Parigi. Il presidente Cappellacci, facendo riferimento al programma “Sardegna CO2.0”, e preannunciando una collaborazione con il polo produttivo, ha sottolineato l'importanza della valorizzazione delle eccellenze presenti in Sardegna: «La sfida si gioca sui fattori di produzione difficilmente delocalizzabili. Questa esperienza parte da risorse naturali e da materiali tradizionali».
Eleonora Bullegas

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