Il gruppo consiliare del Pd difende il sindaco dopo l'attacco di Città in Comune con Paolo Manca, legato alla decisione di Alessandro Bianchi di riprendere la sua professione di medico dell'ospedale. «La bassezza e lo squallore delle affermazioni rivolte a Bianchi chiamano l'intero gruppo Pd a una risposta pronta e decisa a tutela del sindaco e della giunta, ma anche al rispetto della cittadinanza che non può tollerare che nel corso del dibattito in Consiglio vengano impunemente pronunciate volgarità e falsità », sottolinea una nota del gruppo guidato da Marco Zoppi.
LO SCONTRO Il Pd con riferimento alla vicenda Schettino aggiunge: «Chi fa ricorso a inaccettabili similitudini con i protagonisti di dolorosi fatti di cronaca rivela povertà di idee e maschera debolezze e insicurezze ormai stratificate che riteniamo siano generate da palesi inadeguatezze del consigliere e che, per altro, i cittadini hanno già suggellato con il loro voto determinandone la sconfitta quale candidato sindaco. In verità il risultato politico conseguito non permette al gruppo di Città in Comune di presentarsi neppure come tale, dato che Manca rappresenta in Consiglio poco più che se stesso e aderisce al Gruppo misto a causa di vicissitudini interne a La Città in Comune, ridotta ai ranghi di un condominio in comune o meglio di Cuccuru Nigheddu». Il Pd parla di «una minimanza della minoranza» e l'accusa di aver «raggiunto limiti insostenibili». E poi: «Si possono avere posizioni differenti su cui confrontarsi in modo democratico, ma niente giustifica gli atteggiamenti insolenti, presuntuosi e ineducati che hanno il solo scopo di offendere e di mettere in cattiva luce le persone. È sconfortante dover ricordare che né posizioni politiche né distanze ideologiche possono giustificare l'uso della menzogna quale unica arma contro la maggioranza».
LE ACCUSE Il Pd parla di «bugie colossali, sbandierate ad arte in un disegno volto a confondere e preoccupare la comunità in un momento di forte debolezza e crisi». E fa l'elenco: la perdita del finanziamento per il Palazzetto dello sport, il taglio dei servizi primari, l'aumento di tariffe degli asili nido e delle tasse mentre Nuoro è la seconda città d'Italia dopo Biella ad avere le aliquote Imu più basse. «Crediamo - conclude il Pd - che dopo tre anni di mandato qualcuno debba farsene una ragione per aver perso le elezioni».
