Gli usi civici nell'area di Pratosardo dove è in fase di costruzione la nuova caserma dell'Esercito sono al centro di iniziative giudiziarie e legislative. La presentazione nei giorni scorsi da parte del movimento indipendentista e antimilitarista A Manca di un esposto alla Procura della Repubblica di Nuoro segue la messa a punto di un disegno di legge regionale, atteso per fare ordine nel quadro attuale. Per il sindaco Alessandro Bianchi c'è, comunque, un punto fermo. «Dal 1928 a oggi - sottolinea - in quell'area gli usi civici non sono stati esercitati». Risale a quella data la cessione delle terre di Pratosardo dal Comune, che fino a quel momento ne era proprietario, al demanio militare.
LA CESSIONE Spiega Bianchi: «Si sta rifacendo una caserma che c'era già in un'area estesa per 40 ettari ceduta dal Comune per 60 mila lire nel 1928. Da allora gli usi civici non sono mai stati esercitati». La zona contestata non è limitata al perimetro della nuova caserma, che viene realizzata dall'impresa Pellegrini di Cagliari nella ex polveriera dove i lavori sono iniziati due anni fa. Ma si estende al vicino galoppatoio e all'ex mattatoio, lungo la statale 389.
LO SGRAVIO «Per la zona abbiamo richiesto lo sgravio, come è successo per una parte della zona industriale di Pratosardo», sottolinea Bianchi che anche pensando alle recenti contestazioni del Gruppo di intervento giuridico e “Amici della terra” sottolinea: «La caserma è area militare dal 1928, tutto il resto è pura strumentalità». Quasi a evocare un interesse prevalente il sindaco menziona l'accordo di programma firmato a suo tempo tra Comune, Regione e ministero della Difesa per la costruzione della caserma a Pratosardo in cambio del passaggio dell'ex Artiglieria, nel centro cittadino, al Comune, deciso a realizzare lì il campus universitario. «Se qualcosa non è corretta va finalmente corretta», aggiunge Bianchi facendo intendere che quell'accordo non è compromesso, neppure la costruzione della caserma.
IN REGIONE La soluzione è affidata a un disegno di legge regionale, già approdato all'esame della commissione Agricoltura che ha competenza sul caso. «La soluzione tecnica - conclude il sindaco - verrà studiata assieme alla Regione e ad Argea che si occupa di usi civici. In ogni caso cerchiamo di mettere ordine».
Marilena Orunesu
