Villa Devoto spara la bordata ad alzo zero (trattandosi di navi il termine è calzante) intorno alle 19.30, quando la Giunta regionale, su proposta del governatore, Ugo Cappellacci, approva la delibera che dà mandato all'ufficio legale di presentare la richiesta di risarcimento danni a carico degli armatori. Il substrato della delibera è la sanzione inflitta dall'Antitrust (otto milioni, euro più, euro meno) alle compagnie di navigazione che - dice il Garante - «nell'estate del 2011 hanno fatto cartello per tenere alti i prezzi dei biglietti», strangolando i sardi e i turisti che intendevano recarsi nell'Isola. «Gli otto milioni sono una bazzecola», argomenta Cappellacci, «il danno patito dalla nostra regione è enorme, e l'entità del risarcimento la facciamo decidere al Tribunale civile».
PREZZI FOLLI Danno che si protrae anche nella stagione estiva che è iniziata da qualche giorno. Infatti, le compagnie non sono state per niente intimorite dalla multa appena subita, e hanno aumentato le tariffe, con un range che va dal 10 al 40 per cento. Insomma, gli armatori proseguono imperterriti sulla loro strada, mettendo nel conto che l'Antitrust potrebbe multarli ancora. Vale la pena di correre il rischio, evidentemente.
LA CONTROMOSSA Venerdì, quando era stata resa la notizia della decisione dell'Antitrust, il Gruppo Moby, dell'armatore Vincenzo Onorato, aveva annunciato per ieri una conferenza stampa nella propria sede di Milano. All'ultimo momento, «per sopraggiunti e improrogabili impegni di Onorato», ha spiegato una nota dell'ufficio stampa della compagnia, l'appuntamento con la stampa è stato annullato. In compenso, Moby ha presentato ricorso al Tar, per evitare di pagare i 5.462.310 euro di multa. Analoga iniziativa è stata presai da Grandi Navi Veloci (2.370.795 euro), e nei prossimi giorni potrebbero accodarsi Snav (231.765 euro) e Marinvest (42.575).
SCONTRO APERTO Cappellacci non ha alcuna intenzione di accontentarsi della pronuncia dell'Antitrust. «Adesso che ho la pistola carica», dice il governatore, «posso battermi con maggiori probabilità di vincere». Sono due le direttrici lungo le quali intende muoversi il presidente della Giunta. Primo: chiedere alle compagnie di navigazione di risarcire i danni provocati dalla lievitazione dei prezzi. Secondo: insistere con la creazione della flotta sarda.
IL VERTICE A questo proposito, oggi Cappellacci volerà a Bruxelles per incontrare il commissario europeo Joaquin Almunia. Il governatore si presenterà sventolando la delibera dell'Antitrust che certifica - è l'opinione di Cappellacci - l'inefficienza dei trasporti marittimi da e per la Sardegna. Di più. «Il sistema è marcio, colluso, connivente con i poteri forti. Sinora erano solo parole che gridavo quasi in solitudine, adesso, c'è il timbro del Garante».
L'OBIETTIVO Il punto di arrivo deve essere la flotta sarda, questo è il proposito della Giunta regionale. Certo, sarà impossibile avviare l'operazione per l'estate ormai imminente, e forse anche per la prossima. «Ma dobbiamo guardare più in là», dice Cappellacci, «cercare di lasciare qualche cosa per il futuro». L'Europa - che interviene con prontezza quando ha sentore di aiuti di Stato - ha bloccato l'operazione nata nel 2011, e che il governatore difende a spada tratta. «È il classico esempio di intervento pubblico per ripristinare le regole di mercato». Che non esistono più - è la chiosa del governatore - proprio a causa del cartello messo in piedi dagli armatori.
LA CONVENZIONE
Il costo dei biglietti non accenna a diminuire. Anzi. Chi ha intenzione di salire a bordo di un traghetto deve prepararsi a un salasso economico. La Tirrenia si giustifica dicendo che il ritocco delle tariffe è consentito dalla convenzione firmata con lo Stato. Convenzione che ha le caratteristiche dell'Araba Fenice, l'uccello mitologico - recitava Metastasio - «che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa». Infatti Cappellacci giura di non averla mai vista e di non essere «mai riuscito a ottenerla. Non è giusto, la convenzione e la dotazione finanziaria, attualmente di 70 milioni all'anno, deve essere in mano alla Regione. Chi meglio della Sardegna sa di che cosa ha bisogno l'Isola, quali rotte potenziare, come adeguare il sistema dei trasporti terrestri a quelli marittimi?».
RINNOVATO INTERESSE Di buono c'è che il caro-traghetti è di nuovo al centro del dibattito politico. Confartigianato (che ieri ha avuto un incontro con Cappellacci) punta sui “costi di trasporto”, «ovvero, garantire che il costo del traghetto sia equivalente al tragitto su strada» e “sull'opportunità di trasporto”, cioè, parto quando ne ho bisogno. Federmar-Cisal, invece, scende in campo per difendere Tirrenia: «La Regione non può sostenere attività in contrasto con una leale concorrenza di mercato». Comunque la si giri, la Sardegna ha bisogno di risposte rapide, perché mai come adesso il Tirreno è apparso così invalicabile.
Ivan Paone
