Il decreto legge per il lavoro arriva oggi in Consiglio dei ministri, che affronterà anche l'altra questione cruciale: il rinvio di tre mesi dell'aumento dell'Iva dato per certo ieri notte dal ministro Delrio in tv. Non è detta l'ultima parola: il Pdl preme per una soluzione più radicale. Si vedrà oggi.
Per il lavoro, si tratta di un primo pacchetto di misure per stimolare l'occupazione a partire da quella giovanile, con sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato degli under-30 e, in misura minore, per le stabilizzazioni (con incentivi per tutte le regioni, non solo al Sud). E che dovrebbe mettere in campo 1,3 miliardi di euro.
L'EUROPA È una prima serie di interventi, i quali puntano anche sulla maggiore flessibilità in entrata, a cui seguirà «un secondo pacchetto» che «vareremo nei prossimi mesi», come sottolinea il premier Enrico Letta. Anche alla luce delle misure che il Consiglio Ue di domani e venerdì, incentrato proprio sul tema prioritario del lavoro, metterà sul tavolo, a cominciare dalla cosiddetta “Garanzia giovani”, il programma europeo che l'Italia vuole anticipare a gennaio 2014 per garantire ai giovani un'offerta formativa o un impiego entro quattro mesi dal termine degli studi o dall'impiego precedente.
L'obiettivo è quello di completare il Piano nazionale per l'occupazione entro ottobre. E di combattere «il dramma del lavoro che non c'è» e che comunque ha un prezzo elevato: «Eurofound ha stimato che il costo della disoccupazione giovanile in termini di reddito perduto e di maggiori oneri per assistenza sociale è pari a circa 153 miliardi di euro l'anno: una dissipazione senza pari, uno sperpero che la crisi esaspera in un paradossale circolo vizioso», evidenzia lo stesso premier alla vigilia del Cdm, sostenendo che «la soluzione alla crisi deve essere europea» e che bisogna ripartire «dal lavoro», dalla sua «centralità».
IL TESORETTO Questo secondo pacchetto di misure potrebbe trovare il sostegno finanziario nel “tesoretto” da 3 miliardi che l'Italia può ancora recuperare da una terza tranche di rimodulazione del cofinanziamento dei fondi Ue 2007-2013, ma che attende il via libera della commissione Ue. Intanto, proprio dalla riprogrammazione dei vecchi fondi strutturali europei il governo italiano ha già messo sul piatto un miliardo di euro, di cui 500 milioni per rilanciare l'occupazione giovanile al sud, con la decontribuzione delle assunzioni a tempo indeterminato degli under-30 (con incentivi che dovrebbero essere della durata di 18 mesi) ma anche per la stabilizzazione (con incentivi però su 12 mesi). Un principio, quello delle agevolazioni, che pur guardando prioritariamente al Mezzogiorno si punta però a far valere per tutte le assunzioni di giovani under-30 in difficoltà.
