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L'unione sarda. Mastrocola, la lettura senza fretta

L'autrice protagonista ieri

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Scrittrice, saggista, poetessa, drammaturga, Paola Mastrocola è uno dei nomi di rilievo dell'“Isola delle storie”. Docente di lettere in un liceo di Torino, ha pubblicato una notevole quantità di libri dal titolo bizzarro. Per citarne qualcuno, “La gallina volante”, “Palline di pane”, “La scuola raccontata al mio cane”. Con “Una barca nel bosco” ha vinto nel 2004 il Premio Campiello. La sua ultima opera, “Non so niente di te” (Einaudi), è una storia di genitori e figli e di aspettative e delusioni. Paola Mastracola, nonostante i moltissimi impegni, non lascia la scuola perché le mancherebbe troppo. È ideatrice di Readere, una sorta di pronto soccorso linguistico, ed ha anche redatto “Il manifesto della parola bandita”, documento in cui si parla della felicità del leggere e dei quattro elementi necessari a questa attività: silenzio, concentrazione, lentezza, buio.
Buio? «Si. In aula faccio abbassare le tapparelle, mi munisco di una piccolissima lampadina e comincio a leggere a voce alta. Gli alunni si zittiscono, tendono le orecchie e ascoltano. Sono abituati ad annoiarsi, a ritenere pesante tutto ciò che arriva dalla cattedra. La lucina nelle tenebre li spiazza, addirittura li accalappia. Ai ragazzi si dovrebbe offrire cultura e tradizioni, ma molti di loro non sanno neanche chi è Pirandello. Colpa loro, colpa nostra? Mi piacerebbe una scuola che chiedesse di più agli insegnanti e agli studenti. Che aiutasse gli economicamente deboli e li sostenesse. E che rivalutasse i classici. La letteratura contemporanea non porta molto alla loro formazione. Sto rileggendo Camus, che meraviglia! Se un libro non mi piace, lo abbandono, arrivo al massimo alla cinquantesima pagina. Non ho tempo da perdere. Questo non mi è successo con “Olive Kitteridge” di Elisabeth Strout (Pulitzer 2009): bellissime le sue pagine».
La scrittrice che ha coniato il termine slow book, ha un consiglio per i lettori frettolosi: stare fermi. E assaporare le righe come fossero cose buone da mangiare. Procedere con calma, come si fa con i meccanismi delicati. Donna sorridente e autoironica, Paola Mastrocola parla volentieri della sua doppia vita di professoressa e autrice di successo. Forse, dice, le due cose mi sono necessarie entrambe.
Alessandra Menesini

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