MACOMER A Tossilo cade l'ultimo baluardo industriale legato al settore tessile. I centoventi lavoratori del calzificio Queen, in cassa integrazione dal 2009, da ieri sono stati licenziati e collocati in mobilità . È la fine di un sogno iniziato negli anni novanta, quando a Tossilo arrivò da Castel Goffredo, in provincia di Mantova, il gruppo Real di Cesare Casella, per aprire uno dei più grandi stabilimenti per la produzione dei collant e l'intimo femminile. Una iniziativa sostenuta con finanziamenti pubblici che, con l'indotto, arrivò a distribuire oltre 500 buste paga con le porte aperte alle donne del territorio. Poi la crisi che in principio sembrava limitata al trasferimento in Serbia di alcune produzioni e dei macchinari acquistati con danaro della Regione. Il 2007 la cassa integrazione e il 2008 lo sfoltimento del personale. Cento lavoratori e lavoratrici collocati prima in cassa integrazione e successivamente in mobilità . Trenta di questi assorbiti dal Alsafil, collocati in cassa integrazione lo scorso anno. A breve anche loro saranno licenziati. Nel 2009 il calzificio Queen venne messo in liquidazione e 200 lavoratori collocati in cassa integrazione. Sessanta di questi vennero assorbiti da Ft.Calze, l'attività che ha chiuso battenti sette mesi fa, mettendo in cassa integrazione tutti i dipendenti. Il calzificio Queen è stato dichiarato fallito il 10 gennaio del 2012. L'altro ieri i curatori fallimentari hanno annunciato la fine della cassa integrazione per i 120 dipendenti, che erano in cassa integrazione in deroga. «Col calzificio Queen - dice Katy Contini, ex dipendente, ora leader dalla Cisl - finisce l'era del tessile e ogni tentativo di rilanciare questa fabbrica finora si è rivelato inutile. Non c'è stata nessuna manifestazione di interesse». Tutto avviene nella totale indifferenza della politica. «In ogni caso - dice Jose Mattana della Cgil - non possiamo permettere che questo sia un capitolo chiuso. Insieme ai sindaci, agli imprenditori, a Confindustria, dobbiamo studiare un percorso nuovo, con un progetto di sviluppo».
Francesco Oggianu
