L'inchiesta della Procura di Cagliari sui conti in rosso di Abbanoa sembra destinata a decollare rapidamente. Il fascicolo, aperto nei giorni scorsi dal pm Giangiacomo Pilia, è ancora senza indagati né ipotesi di reato ma già nei prossimi giorni dovrebbero scattare le prime attività . Il magistrato inquirente ha una certa fretta di acquisire i bilanci e le carte contabili della società che gestisce il servizio idrico della Sardegna, alle prese con una voragine stimata in 800 milioni di euro. Dalla prossima settimana dovrebbero dunque iniziare le acquisizioni di documenti nelle sedi di Abbanoa, sia a Cagliari che a Nuoro. Al centro delle verifiche della magistratura ci sono i rilievi mossi nella relazione del collegio dei sindaci e del revisore legale della società ma anche l'utilizzo dei finanziamenti regionali stanziati per le opere infrastrutturali, che stando agli organi di controllo sarebbero stati dirottati sulle spese correnti per far fronte a una cronica mancanza di liquidità .
Intanto sul caso Abbanoa interviene anche il consigliere regionale del Pd Gian Valerio Sanna che punta l'indice contro «la gestione fallimentare del servizio» e chiede «l'urgente convocazione della conferenza dei capigruppo» per discutere al più presto della spinosa questione in Consiglio.
«Il 20 novembre 2012 - attacca Gian Valerio Sanna - con altri consiglieri regionali del Pd, in merito alla condizione gestionale di Abbanoa e al mancato rispetto della Carta dei servizi, abbiamo presentato una mozione al Presidente della Regione dove abbiamo indicato i numerosi motivi di contestazione come il subentro di Abbanoa nel servizio gestito dalla società e dai comuni, le tariffe maggiorate, la periodicità dei pagamenti, i consumi gonfiati, le utenze fantasma. Invitavamo inoltre il presidente Cappellacci ad assumersi le responsabilità e il ruolo di risolvere definitivamente il problema anche sostituendo tutto il management che ha portato l'azienda a totale capitale pubblico (Comuni e Regione Sardegna) in una condizione che si può definire fallimentare, negando il diritto dei consumatori ad avere un servizio (essenziale) di qualità con prezzi adeguati e nel rispetto di leggi, regolamenti, sentenze e accordi».
Appello rimasto «però privo di risposta, tanto che l'8 aprile il revisore legale della società dottor Michele Caria comunicava agli azionisti della società lo stato dell'arte in ordine alle criticità aziendali più volte rilevate che anziché manifestate segni di miglioramento risultavano peggiorate negli ultimi mesi». ( m. le. )
