OLIENA I genitori di Thomas Bettarelli perdonano gli assassini del figlio Thomas, ucciso a fucilate venerdì notte mentre tornava a casa. Lo hanno confidato al vescovo di Nuoro, monsignor Mosè Marcia, che ieri, in una chiesa gremita, ha celebrato i funerali del ragazzo di 26 anni assassinato da un killer ancora senza volto e senza nome. Sebastiano Bettarelli cinge durante tutto il rito funebre le spalle della moglie Marisa provata, come lui, dal dolore. I genitori di Thomas si fanno coraggio a vicenda. Seduti con le due figlie nel primo banco della chiesa di Sant'Ignazio da Loyola ricevono l'affetto dell'intera comunità . Una vicinanza composta e silenziosa. La chiesa gremita, il caldo opprimente come il dolore. Molti altri attendono fuori e ascoltano in silenzio le parole dei sacerdoti in un clima di grande commozione.
LO ZIO SACERDOTE A celebrare la messa funebre, accanto al vescovo, c'è don Ruggero Bettarelli (sacerdote di Galtellì), zio del povero Thomas. Accanto a lui il parroco di Oliena don Giuseppe Mattana con altri tre sacerdoti. Monsignor Marcia parla per oltre un quarto d'ora del valore della vita e di chi ne ha invece disprezzo. Di questi due fratelli, Caino e Abele, che convivono professando valori completamente antitetici nelle nostre case e nei nostri paesi. «Ringrazio i genitori di Thomas, che malgrado questo dolore atroce, hanno perdonato. Questa è la prova più difficile. Non posso che ringraziarvi per come amate la vita», ha detto monsignor Marcia, che poi ha continuato rivolgendosi all'assassino. «Il sangue che hai sparso sarà il tuo incubo. Paradossalmente con il tuo gesto hai spezzato una vita ma questo sacrificio non è stato del tutto vano, in quanto altre esistenze ora sorridono per la generosità che Thomas ha mostrato di avere in vita manifestando la volontà di donare i suoi organi».
LA FORZA DEL VANGELO Pesano come macigni, dopo quelle del vescovo, anche le parole di don Ruggero. Dell'uomo e del sacerdote che quel ragazzo lo conosceva bene. Che lo ha visto crescere fissandone «la limpidezza, trasparenza, la voglia di conoscere e soprattutto quell'assenza di cattiveria», ha detto Don Ruggero, che poi ha scelto una frase del Vangelo perfetta per fotografare questa drammatica situazione. «Signore se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto», ha detto il parroco, riferendosi all'assenza di valori etici e religiosi in chi si è macchiato di questo assurdo crimine, ma puntando anche il dito su questa società , «sempre più frivola e vuota. Dove sono sempre più rare le occasioni in cui basta guardarsi negli occhi per chiarirsi e redimere i conflitti».
FATALI DUE PALLETTONI Le novità sul fronte delle indagini per ora sono quelle dell'autopsia. Ieri mattina l'esame medico legale ha confermato che due sono state le pallottole letali al giovane, esplose a pallettoni da un unico killer. Thomas, che al momento della pioggia di fuoco aveva le mani poggiate sul volante, non si è probabilmente nemmeno accorto della presenza del sicario che ha sparato da pochi metri con un fucile calibro 12 semiautomatico.
INTERROGATORI Quanto al movente si cerca di capire se il giovane avesse avuto dei problemi con qualcuno o ricevuto minacce. Sul punto il riserbo è assoluto. Gli investigatori - sul campo lavorano i carabinieri, coordinati dal pm Luca Forteleoni - hanno raccolto diverse testimonianze e ora le stanno confrontando. Il mosaico però è complesso e le tessere che mancano ancora troppe.
Luca Urgu
