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L'unione sarda. Cappellacci lancia l'idea primarie

Il governatore: «Facciamo scegliere il candidato al popolo»

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Centrodestra alle primarie per uscire dall'impasse delle candidature. È ufficiale: Cappellacci ha convocato per giovedì una riunione di maggioranza. Ha rotto gli indugi, all'ordine del giorno del vertice un solo punto: la convocazione della consultazione per scegliere chi guiderà la coalizione alle prossime Regionali. Regole ancora da definire, ma il dado è tratto ed è una svolta.
Ieri il presidente Cappellacci ha riunito i partner di maggioranza, hanno parlato della legge regionale che abolisce le Province col pressing dei Riformatori per varare il nuovo dispositivo entro l'estate. Sul tavolo anche le questioni legate alle società partecipate finite di recente nel mirino della Corte dei Conti per la «scarsa vigilanza» e le assunzioni facili. A tarda ora è arrivata la comunicazione ufficiale del governatore.
FIATO SOSPESO «Si fanno le primarie e sono pronto ad accettare la sfida. Così nessuno potrà dire che sono nominato da Berlusconi», ha detto prendendo in contropiede gli alleati. L'ipotesi-primarie già a suo tempo era stata ventilata, confinata però nel limbo delle cose possibili anche in attesa di un chiarimento della situazione nazionale. Il Pdl è col fiato sospeso per l'arrivo della sentenza della Cassazione su Berlusconi. In autunno è stato annunciato il pensionamento del Pdl e il ritorno alle origini del movimento con la riedizione della sigla di Forza Italia.
Sulla carta il governatore uscente dovrebbe avere in tasca la riconferma per tentare di ottenere dai sardi un altro mandato. C'è un macigno sulla sua strada, si chiama Mauro Pili: il suo attivismo, sotto le bandiere del movimento «Unidos» di sua ispirazione, fa presagire una intenzione di una discesa in campo, addirittura autonoma rispetto alla sua collocazione storica. Un duello tutto interno in casa berlusconiana (destinato secondo gli osservatori a far perdere entrambi).
IL TEST Le primarie potrebbero sciogliere eventuali imbarazzi nel centrodestra. Negli ultimi giorni quelle del centrosinistra stanno facendo notizia, imbarcano alleati nella galassia indipendentista, mettono in circolo nomi che galvanizzano il suo popolo (il prete Ettore Cannavera).
Il capogruppo regionale del Pdl Pietro Pittalis conferma la fattibilità di una consultazione («vanno bene se i nomi escono allo scoperto»). Idem Antonello Liori di Fratelli d'Italia: «Consultazione positiva se favorisce la partecipazione popolare».
Chi ha sposato in pieno fin dalla prima ora l'ipotesi-primarie è Michele Cossa, Riformatori: «Anche se», dice, «in questo momento mi interessa condurre in porto la legge per l'abolizione totale delle province. La decisione del Tar che ha tenuto in carica i commissari è una grande vittoria. Adesso il Consiglio regionale deve rompere gli indugi e non c'è un minuto da perdere». È un avviso alla maggioranza.
L'ADDIO Quanto ai sardisti (partner nelle ultime regionali) ormai i destini si sono separati. L'ultima decisione nello scorso fine settimana ha messo il timbro finale su un divorzio annunciato. L'abbandono ha sollevato la protesta dei giovani del Pdl. Nel loro mirino Giacomo Sanna, segretario del Psd'az. Ne chiedono le dimissioni: «Siede in Consiglio regionale», scrivono Pierpaolo Cassoni e Marco Selis, «solo grazie al presidente Cappellacci e questo suo inqualificabile cambiamento di schieramento politico denota la totale assenza di etica nella (sua) politica e di rispetto per gli elettori».
Antonio Martis

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