Uno spiraglio per l'Irap e una richiesta forte di modifica del codice doganale europeo, con l'avvio immediato delle zone franche. È questo l'esito dell'incontro avuto ieri dal presidente della Regione Ugo Cappellacci con il sottosegretario Luigi Casero per affrontare il problema del taglio dell'Irap per le imprese sarde, dopo che il governo ha impugnato la legge finanziaria della Regione. Per evitare che il provvedimento possa essere bloccato dalla Corte costituzionale, è necessaria la modifica immediata dell'articolo 10 dello Statuto sardo. «Sarà modificato il testo condiviso dalla Regione con il ministero dell'Economia e delle finanze», ha dichiarato Cappellacci al termine dell'incontro romano. Il testo riformulato, poi, dovrà passare al vaglio del Parlamento con «un emendamento che auspico raccolga il più ampio consenso possibile», ha aggiunto Cappellacci, «per far così cessare la materia del contendere e mettere al riparo la riduzione dell'Irap decisa dalla Regione». Non solo. La modifica dell'articolo 10 apre la strada alla conquista «di una piena ed effettiva autonomia fiscale per la Sardegna».
IL PARLAMENTO Sul fronte parlamentare è già pronto a sostenere l'azione della Regione il deputato del Pdl Salvatore Cicu che richiama gli altri rappresentanti dell'Isola nelle due Camere a sostenere la vertenza. «L'esito positivo dell'incontro tra Regione e governo conferma la strada del confronto da me sollecitata in queste settimane», osserva Cicu, autore di una proposta di emendamento dal quale partire per la modifica dell'articolo 10. «Si va così verso una svolta concreta a tutela dell'autonomia fiscale dell'Isola».
ZONA FRANCA Nell'incontro di ieri con il sottosegretario Casero è entrato nel vivo anche il confronto sulla zona franca. Presenti i movimenti che stanno sostenendo la battaglia sulla zona franca, il governatore sardo ha chiesto il «coinvolgimento dell'Agenzia delle dogane al tavolo di confronto». Casero si è detto disponibile a convocare l'Agenzia delle dogane, così come si è aperto uno spiraglio anche sulla necessità di notificare «immediatamente» a Bruxelles il decreto legislativo 75 del 1998 che istituisce le zone franche doganali in sei porti dell'Isola e «la richiesta di modifica dell'articolo 3 del codice doganale europeo» per comprendere anche la Sardegna tra i territori extradoganali (per esempio Livigno). Il governatore ha spiegato, infatti, che «la Sardegna rivendica una misura fondamentale per colmare il divario rappresentato dall'insularità ». Una battaglia che secondo la Regione va combattuta anche per la posizione geografica dell'Isola, «porta dell'Europa sul Mediterraneo». ( g. d. )
