Onorevole Cossa, i Riformatori partecipano alle primarie del centrodestra?
«Non è detto che si ripropongano gli schieramenti classici, non c'è nulla di scontato. Prima di decidere i nomi è bene capire se ci sono programmi e progetti condivisi. Va dato atto, però, a Cappellacci di aver accettato di mettersi in gioco».
Nuovi schieramenti?
«Alle ultime regionali siamo andati col centrodestra sulla base di un programma. Oggi la contrapposizione non è più tra centrodestra o centrosinistra, ma tra innovatori e conservatori: noi siamo innovatori».
Chi saranno gli interlocutori?
«Chiunque accetti di parlare di una vera riforma, anzi dello scardinamento dell'attuale modello di Regione, presupposto necessario per rilanciare l'economia».
Quanto pesa la cancellazione delle Province?
«È una questione cruciale, su cui il Consiglio è in forte ritardo: solo dopo un anno dai referendum ha adottato una legge che fa un concreto passo avanti verso la cancellazione. Una legge che ha superato il vaglio del Tar e non è stata impugnata dal governo, a differenza di tutte le altre leggi regionali. Osteggiata, però, in maniera violenta da parte del Pd: l'innovazione non coincide con centrosinistra».
Vi basta la rottama-province?
«Quello è solo l'inizio. Il problema più grosso è la Regione e il suo apparato burocratico: dobbiamo cambiare un sistema che pesa sui contribuenti e ha un atteggiamento ostile nei confronti dei cittadini e delle imprese».
Il rapporto tra Giunta e Consiglio?
«Serve un bilanciamento dei poteri. La Giunta deve poter lavorare senza essere frenata dal Consiglio che, a sua volta, deve svolgere in piena autonomia le sue funzioni di controllo e indirizzo. Siamo contrari agli assessori-consiglieri, che determinano una commistione innaturale di ruoli».
Mat. S.
