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L'unione sarda. Contro i roghi soltanto ali spezzate, dal cielo gli aiuti arrivano in ritardo

Due Canadair non bastano (3 nel 2012), assurdo non avere Elitanker

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di Augusto Ditel
«Mi sono alzato alle quattro del mattino per essere qui, e rendermi conto di quest'altra devastazione. Sardegna violata un'altra volta, terre incenerite: ho i brividi nella schiena». Andrea Biancareddu oggi è l'assessore regionale all'Ambiente di una Regione che, della lotta al fuoco, ha fatto una ragione di vita. Ma Biancareddu è anche di Tempio, e in lui è ancora vivo l'orrore del 28 luglio di trent'anni fa, quando nella collina di Curragghja morirono nove persone. «Per carità - dice - non ci voglio pensare, ma qui è un inferno e solo di persona ci si può rendere conto dell'inadeguatezza dei mezzi».
GABRIELLI L'assessore ha appena disposto che il dodicesimo elicottero (la Regione ne ha acquistati 11 per 4 milioni) si levi in volo proprio da Tempio per raggiungere Ghilarza e Laconi, e ora riferisce dell'ultimo colloquio con il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli . «Che mi ha detto? La solita solfa: con i soldi a disposizione, impossibile fare miracoli, cioè combattere la guerra infinita dei roghi estivi». Numeri impietosi: si è passati dai 120 milioni del 2012 agli 80 di quest'anno. Da 19 Canadair per tutt'Italia, si è scesi a 14. E la Sardegna ne ha 2, dislocati a Olbia (tre l'anno passato). E gli elitanker, mostri che caricano 9000 litri per volta (contro il 5300 del Canadair)? Neanche uno. «L'appalto per l'acquisto di questo mezzo - racconta Biancareddu - l'hanno fatto a fine luglio, e solo per un utilizzo di sei ore al giorno. Pronto per il panettone, insomma».
ELICOTTERI Il pressing su Roma ha portato al decollo di un terzo Canadair proveniente dalla Liguria, di un altro da Ciampino e dall'arrivo (provvisorio) di un elitanker. Per il resto la Regione fa operare gli elicotteri, che comunque hanno una capacitù di carico ridotta: 800/900 litri e sono stati dislocati a Villasalto, Fenosu, Marganai, Limbara, San Cosimo, Anela, Farcana, Sorgono, Bosa, Alà dei Sardi e Pula. «Noi - chiosa Biancareddu, non senza polemica -, la nostra parte, l'abbiamo fatta, ma non voglio più udire lamentele dei parlamentari sardi, di destra e di sinistra, che hanno votato la Finanziaria varata dal governo Monti».
LE CIFRE Eppure la forza impiegata per fronteggiare una piaga storica della Sardegna (l'80% degli incendi è di origine dolosa) sembra imponente. Tra Corpo Forestale, Ente Foreste, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e barracelli sono 9mila le persone impiegate. Nonostante ciò, fanno impressione i dati del 2012: i 2.426 incendi divampati, ncenerito 14.466 ettari di Sardegna, danni per 300 milioni di euro. A questo si aggiunga il prezzo pagato in fatto di vite umane: dal 1945 a oggi 67 persone sono state uccise dal fuoco assassino. A parte Curragghja, il bilancio più tragico è dell'agosto 1989, quando in Gallura (Porto San Paolo, Portisco e Pantaleo) si contarono 19 vittime.
LE REAZIONI Numerosissime le proteste dei parlametari sardi. Deputati e senatori eletti nell'isola, ieri, hanno rivolto un appello al governo guidato da Enrico Letta , più volte orgoglioso del suo legame, non solo parentale, con la Sardegna. Il segretario regionale del Pd, nonché inquilino di Palazzo Madama, Silvio Lai , definisce i roghi sardi «una calamità naturale di livello nazionale e chiede un intervento urgente dell'esecutivo anche per proteggere le persone che si trovano nelle aree a rischio». Durissimo il giudizio di Francesco Sanna , deputato sulcitano del Pd particolarmente vicino al premier. «Chi appicca il fuoco - commenta - e distrugge natura, paesaggio, lavoro, investimenti e futuro, mi fa schifo. L'entità dell'emergenza incendi ha portato l'Italia ad allertare la Protezione Civile francese per eventuali rinforzi dalla Corsica». Accorato l'intervento in aula di Caterina Pes (Pd) che ha ricordato «il contenuto dell'ultima interrogazione sull'argomento». Per Sel hanno preso posizione il senatore Luciano Uras e il deputato Michele Piras . Secondo quest'ultimo si tratta di «disastro colposo. Un mese fa il governo si era impegnato a recuperare risorse. E pensare che la rinuncia a un solo F35 basterebbe a liberare le risorse per acquistare 5-6 Canadair». Per Uras invece «c'è il rischio di un vero e proprio disastro ecologico, sociale ed economico».
A guidizio di Salvatore Cicu del Pdl «è il momento di dire basta. Serve un fronte comune per difendere il territorio dell'isola. Governo e Protezione Civile si attivino in modo concreto perché non sono più tollerabili giustificazioni che tirino in ballo la mancanza di risorse. Chiediamo uno Stato forte e presente che presidi il territorio».
LE PREVISIONI Secondo il Cmcc (Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici) di Sassari in futuro ci sarà un incremento del numero di giornate con temperature minime sui 20 gradi e massime vicine ai 40, associate a grandi incendi, come quello del 23 luglio 2009, quando in un solo giorno sono andati in fumo 20mila ettari, più del dato medio annuo di 19mila ettari della Sardegna nel periodo 2000-2010.

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