Ha annunciato che la Brigata Sassari tornerà in Afghanistan a febbraio e che in Sardegna sarà presto rinforzata con un nuovo reggimento logistico di 400 soldati.
LA VISITA Il ministro della Difesa Mario Mauro, ex vicepresidente del Parlamento europeo con il Pdl, da gennaio in Scelta civica, non ha parlato però di dismissioni, ieri alla caserma Monfenera di Cagliari, con il capo di Stato maggiore dell'Esercito Claudio Graziano. Pur annunciando per giugno 2014 una Conferenza nazionale sulle servitù militari a Roma (tappe preliminari a Cagliari il mese prossimo, in Puglia e in Friuli) proprio per capire come agire, ha ribadito la centralità dell'Isola: «In un periodo di spending review, con una riduzione del 15% della spesa militare, si tratta di un grande riconoscimento per la Sardegna, considerato che da qui al 2024 si assisterà a un taglio di 23 mila uomini».
PROTESTA Il ministro ha incontrato anche il governatore Ugo Cappellacci che - di contro - ha lamentato la scarsa sensibilità del governo sul fronte degli incendi: «Bene la Conferenza nazionale sulle servitù militari, ma è inaccettabile che lo Stato consideri per un verso strategica la Sardegna, ma per altro verso non abbia la stessa sensibilità quando sono in gioco la vita e la reale vocazione della nostra comunità e si tratta di difendere la nostra terra dalla piaga criminale e assassina degli incendi». Sollecitando «provvedimenti che rendano disponibili porzioni di territorio sottratte alla nostra fruibilità », Cappellacci ha posto «due questioni cruciali: la prima riguarda le bonifiche e la seconda la necessità di rendere compatibile la presenza dei militari con attività economiche fondamentali per il nostro sistema, come il turismo e l'allevamento». Il ministro, alla Monfenera, aveva appena detto: «Ascolteremo le ragioni che oppongono problemi a questa presenza. E ci metteremo a disposizione della magistratura, come nel caso di Capo Teulada, laddove esistano vertenze aperte. In ogni caso in Sardegna qualcosa la Difesa fa, se è vero che vanta con orgoglio 6.500 presenze». A margine dell'incontro con il governatore, il ministro ha parlato anche delle possibili dismissioni di aree militari nella città di Cagliari, riferendo di questioni ancora irrisolte sul versante demaniale.
LA STRATEGIA Ricordando che il governo Letta «è un esecutivo eccezionale dove stanno assieme quelli che insieme non potrebbero stare» e che serve «un momento di tregua nazionale», Mauro ha poi replicato alle polemiche sollevate da diversi deputati sardi che chiedono meno F35 e più Canadair: «Quando parliamo di acquisto degli F35, parliamo di operazioni che all'interno del bilancio dello Stato hanno una loro ragione intrinseca», ha detto: «Concettualmente, se tolgo un F35 posso fare un asilo, una scuola, un ospedale o acquistare un aereo antincendio. Il programma F35, però, è partito vent'anni fa: dovevano essere 150 ora siamo a 90. Con i 60 che sono stati tagliati, quante scuole, quanti asili e quanti Canadair sono stati acquistati? Gli F35 vengono comprati perché 254 aerei dell'Aeronautica vanno in pensione: non acquistarli sarebbe come lasciare i carabinieri senza armi». Alla visita del ministro, che si è conclusa a Sassari, alla presenza del comandante dei Dimonios generale Manlio Scopigno (che gli ha donato una leppa , tipico coltello sardo), hanno fatto gli onori di casa il capo del Comando militare autonomo della Sardegna Claudio Tozzi e i deputati Pierpaolo Vargiu e Salvatore Cicu.
Lorenzo Piras
