Tribune al completo, esperimento ticket riuscito. Sono stati perlopiù turisti, ieri, ad acquistare gli ultimi biglietti, per assistere seduti alla 113 esima sagra del Redentore. Nel complesso si registrano percentuali non altissime di visitatori (chiaro segno dei tempi di crisi) ma l'entusiasmo di coloro che sono accorsi dalla costa per assistere alla festa compensa il maltolto del caro traghetti. Impera il fai da te, pochi gli ospiti giunti in gruppi organizzati. Tra questi 45 friulani traghettati nel capoluogo barbaricino da un villaggio dell'oristanese i quali, dopo aver gustato il lauto pranzo dei pastori in Supramonte ed essersi lustrati gli occhi con i murales di Orgosolo, sono giunti nel capoluogo barbaricino per chiudere in bellezza il tour culturale: «Per noi la vacanza non è solo mare», dicono Gianpietro Cruci e Bianca artico, «per cui quando ci hanno proposto di venire oggi a Nuoro non ci abbiamo pensato due volte. È una scenografia magica, con tutti questi colori e i costumi incredibilmente così diversi da paese a paese. È per noi la prima volta, ci torneremo di sicuro».
Un sorriso affascinato accompagna il commento di Gabriella Soranzio: «Bellissimo. Da noi, io sono della provincia di Udine, ci sono piccole associazioni e più che altro rappresentazioni che pur molto belle sono però di proporzioni più modeste. Questo è invece un corteo grandioso, speciale». Le fa eco l'amica Gabriella Müller di Milano: «Trascorro un periodo di ferie a S'ena 'e sa chitta, e vengo qui per la prima volta. Davvero una bella manifestazione». Franca Di Massimo e Bruno Paglione arrivano da Roma, e per godersi un periodo di meritato riposo in Sardegna hanno affrontato un viaggio a peso d'oro, traversata 800 euro: «Oggi siamo qui per caso», raccontano, «stiamo a Budoni e volevamo farci un giro nelle zone interne, il destino ha voluto che ci venissimo nel giorno della festa. A dire il vero quando siamo entrati in città , intorno alle 13, ci siamo un po' spaventati perché in giro non c'era nessuno. Tutti i negozi chiusi e attorno il deserto. Poi piano piano abbiamo visto manipoli di persone che iniziavano a riempire le strade e siamo venuti a conoscenza dell'evento. Questi abiti sono molto suggestivi, ce ne sono di tutte le fogge, dai più vivaci ai più sobri. Siamo davvero felici di essere qui oggi». Armando Nocita di Lodi è in villeggiatura a Bosa: «Per me non è il primo Redentore», fa sapere, «aspetto con ansia il corteo dei cavalieri. Unico, la sua imponenza fa venire i brividi». Scanzonati e animati da spirito d'avventura i soldati del piccolo esercito costituito dalle famiglie Haas, Feurstein, Dejua e Geprägs, otto adulti e nove bambini di stanza alla marina di Posada, provengono da varie cittadine del sud della Germania: «Wunderbar, fantastico», affermano, «e domani Gorropu».
Francesca Gungui
