Neanche il tempo di tornare dalle ferie che il centrosinistra sardo ripiomba nel caos. Da una parte il Vaticano, rispolverando il non expedit di Pio IX, non concede la dispensa a don Ettore Cannavera, che accarezzava l'idea di mettersi al servizio della Sardegna, candidandosi alla carica di governatore; dall'altra, l'attacco dell'Area Soru a Silvio Lai, il segretario regionale del Pd che spinge per far slittare la data di scadenza delle candidature alle primarie fissata per il 2 settembre e per rivedere al ribasso (o addirittura sancire l'eliminazione) il numero di firme necessarie (non meno di 5.000). Modifiche al regolamento che favorirebbero la presentazione di candidati degli altri partiti della coalizione, rimasti alla finestra.
IL NO ROMANO «La grande speranza è tramontata», dice, a mezza voce, Paolo Fadda, sottosegretario della Sanità , esponente di spicco del Pd a cui era balenata l'idea di proporre un candidato fuori dagli schemi: don Ettore Cannavera. Gli incontri con monsignor Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana, non hanno sortito effetto. «Il Papa non può concedere una dispensa, aprendo la strada ai tanti preti che vorrebbero impegnarsi in politica», è stato spiegato a Roma.
LA CONFERMA Don Ettore, ieri ad Assisi per un convegno sul disagio giovanile, conferma con la serenità che lo contraddistingue. «Capisco il Vaticano. Ho scritto una lettera a Papa Francesco, è un uomo imprevedibile, sensibile, chissà ...». Comunque, assicura don Ettore, «sono a disposizione di chiunque abbia bisogno di consigli sulle politiche sociali». Un conto, però, è averne bisogno (e i politici ne hanno bisogno senz'altro), un altro avere l'umiltà di chiedere a chi da decenni sta in trincea. Don Ettore, quindi, è stato frenato da una moderna riedizione del non expedit , l'editto con cui Pio IX nel 1868 sentenziò che ai cattolici «non conveniva» partecipare alla vita politica italiana.
L'ATTACCO Ma ieri si è registrata la ferma presa di posizione dell'Area Soru, con le dichiarazioni dei deputati del Pd Caterina Pes e Francesco Sanna, quest'ultimo anche componente della Direzione nazionale. Obiettivo Silvio Lai, accusato dai soriani di voler stravolgere le primarie. «Penso che sia i tempi, sia le regole vadano confermati», dice Sanna. «Circa i tempi, visto anche il surriscaldarsi del clima politico a Roma, non rallentare significa rendere autonomo il percorso della coalizione in Sardegna rispetto agli esiti della legislatura nazionale. Circa le regole, e in particolare il numero di firme necessario alla candidatura, credo che esso corrisponda all'importante ruolo che si rimette alla valutazione degli elettori. Avanti così, dunque, e concentriamoci sulle proposte che già nella discussione delle primarie faranno da ossatura al progetto della Sardegna che vogliamo».
L'AFFONDO Dello stesso tenore le parole di Caterina Pes: «Le primarie rappresentano un momento fondamentale della vita democratica della coalizione e proprio per questo devono essere caratterizzate da regole certe. E le regole stabiliscono come data ultima per la presentazione delle candidature il 2 settembre. Non ci sono motivi perché, quanto stabilito in precedenza e siglato anche dalla Direzione regionale del Pd, debba ora essere stravolto». Un altolà dell'Area Soru, schierata per Francesca Barracciu, che con Simone Pietro Atzeni, Roberto Deriu, Gianfranco Ganau, Andrea Murgia e Maurizio Piras costituisce sinora il lotto dei concorrenti per la candidatura a governatore.
Ivan Paone
