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L'unione sarda. Iva, nuovo fronte di scontro

Serve un miliardo per bloccare l'aumento al 22%

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Chiusa per metà la partita Imu (resta da cancellare la seconda rata) si surriscalda il fronte Iva. E nella maggioranza si riaccende lo scontro: secondo il viceministro all'Economia del Pd, Stefano Fassina, troppi soldi per l'Imu non permetteranno di trovare le risorse (1 miliardo) per bloccare l'aumento dell'Iva nell'ultimo trimestre dell'anno. Quindi da ottobre bisognerebbe prepararsi a questo ulteriore esborso.
SCAMBIO DI ACCUSE Colpa del Pdl. Ma Silvio Berlusconi è categorico: l'Iva non va «assolutamente aumentata», anche perché «non c'è una sicurezza» che aumenti le entrate. Sullo sfondo la commissione europea che avverte l'Italia: è «assolutamente essenziale» che assicuri la sostenibilità della finanza pubblica. Insomma c'è bisogno di coperture certe per tener fede agli impegni presi e sottoscritti dai due precedenti governi (Berlusconi e Monti) che proprio all'Imu e all'Iva demandavano in parte il rispetto dell'obiettivo del 3% deficit-Pil. L'addio all'Imu, con la cancellazione per tutti di entrambe le rate - dice Fassina - rende ormai irrimediabile l'aumento dell'Iva il primo ottobre. Insomma dedicare un miliardo per eliminare l'Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse per finanziare, ad esempio, il rinvio dell'aumento dell'Iva, oramai irrimediabilmente grazie alla «vittoria» del Pdl sull'Imu. E gli dà manforte il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio: «È chiaro che avere dedicato tante risorse all'abolizione dell'Imu creerà qualche problema in più sulla questione dell'Iva, su questo il viceministro ha ragione».
PDL: NIENTE AUMENTO Ma Angelino Alfano e il Cavaliere ribaltano subito la prospettiva: «Ora un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre - dice Alfano - è quello di evitare l'aumento dell'Iva di un punto percentuale e siamo fiduciosi di farcela». Ma è tutto il Pdl a fare quadrato, dal ministro Nunzia De Girolamo, che in un tweet spiega che bisogna «scongiurare» l'aumento dell'Iva perché «meno Iva uguale più consumi più sviluppo» a Renato Brunetta che ribatte direttamente a Fassina: «Il viceministro, per amor di polemica e di ideologia, straparla. Non ci sarà alcun aumento dell'Iva da ottobre, come da accordi di maggioranza».
CONFCOMMERCIO L'aumento dell'Iva dal 21 al 22% comporterebbe un rincaro dei prezzi dello 0,3%/0,4%, con un calo dei consumi, una contrazione del reddito e, alla fine, una riduzione dell'occupazione che si attesterebbe sui 10.000 posti di lavoro. È quanto calcola l'ufficio studi della Confcommercio, secondo il quale il rallentamento dei consumi non farebbe raggiungere l'obiettivo di gettito programmato.

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