di Augusto Ditel
Cvd: come volevasi dimostrare, si diceva a scuola. Ugo Cappellacci sapeva. Ha condiviso e condivide in pieno la nomina a orologeria (la durata è di sei mesi) dell'ex senatore del Pdl Fedele Sanciu (che oggi si siederà sulla poltrona di pelle umana lasciata libera da Paolo Piro ) commissario dell'Autorità Portuale del Nord Sardegna, il potentissimo, e ricchissimo ente che controlla gli scali marittimi di Olbia-Porto Torres e Golfo Aranci. Il sostegno del governatore era implicito ieri nella dichiarazione al nostro giornale dello stesso Sanciu, il quale ha più volte ribadito di «sentire forte l'appoggio e la stima di Maurizio Lupi e di Cappellacci».
LUNEDÌ Quest'ultimo ieri non ha rivelato di aver ricevuto la comunicazione lunedì 2 (anche se era assente da Cagliari) ma ha sostenuto che «la nomina rappresenta un primo passo, necessario e corretto, verso la scelta del nuovo presidente. La scelta è finalizzata a evitare soluzioni di continuità in attesa della nomina compiuta dal ministero dopo una consultazione con la Regione ed è caduta su una delle personalità indicate nelle terne presentate dagli enti coinvolti e condiviso dalla Regione. Ora il processo prosegue nel rispetto del quadro normativo vigente, fino alla scelta di un presidente dell'Authority che sia una figura il più possibile condivisa dagli enti coinvolti e del territorio»
PD FURIBONDO Il malumore all'interno del Pdl - partito che segna un punto a suo favore, almeno per ora - è sotterraneo, mentre il Pd è sul piede di guerra. Andrea Murgia , uno dei candidati alle primarie del Pd, si augura che «quella di Sanciu sia l'ultima tragedia dalla mala politica. Noi siamo determinati contro i costi della politica, ma lo siamo di più contro la mala politica. I danni pubblici che i politici incompetenti procurano quando vengono insediati al vertice di enti sono esponenziali e hanno ricadute di lunga durata». Durissimo, in attesa di un'interrogazione che dovrebbe essere presentata oggi, il segretario regionale Silvio Lai che non esita a definire «un'entrata a gamba tesa quella del ministro Lupi, che deve venire in Parlamento a giustificare la scelta di nominare un commissario. E se le spiegazioni non sono adeguate, si aspetti una sfiducia individuale perché la bufera che arriva dall'Isola è solo all'inizio». Il senatore Lai si domanda perché «Lupi non abbia nominato il presidente secondo le procedure ordinarie, perseguendo le opportune intese e dando una prospettiva ordinata a un'infrastruttura portante come i porti del Nord Sardegna. Si comprende ancora meno perché il commissario non sia una figura tecnica del Ministero o una figura individuata tra le Capitanerie, visto che un commissario opera senza comitato portuale e dev'essere più esperto e competente della figura del presidente».
IPOTESI TRAPPOLONE Lai si è chiesto perché, visto che esisteva un accordo tra Lupi e Cappellacci, il ministro non ha nominato Sanciu presidente? Avrebbe potuto farlo. Secondo un'interpretazione diffusa nel Pdl, quella della coppia ministro-governatore potrebbe essere una trappola, un modo per tenere Sanciu sulla corda e verificare davvero se l'ex senatore si svenerà - come ha promesso a Cappellacci, dopo aver dimostrato, con Settimo Nizzi , di aver ripudiato l'ex amico Mauro Pili per sostenere il presidente uscente nella riconferma alla guida della Regione.
