Una cosa alla volta: prima le elezioni Politiche. Poi si parlerà di Comunali, e dopo ancora di Regionali. Per non confondersi, il centrosinistra sardo rinvia le riflessioni sugli scenari locali, a partire dalle primarie per il candidato presidente. Ma qualcosa di regionale, nell'incontro cagliaritano tra i leader della coalizione, viene fuori. In particolare, un affondo contro la Giunta che non vara la Finanziaria 2013.
I CENTRISTI La vera novità del vertice è il debutto di Roberto Capelli in via Emilia, sede del Pd e un tempo del Pci. Partecipa come coordinatore dell'Api di Tabacci e Rutelli, lui che nel centrodestra - con l'Udc - era uno dei big: assessore alla Sanità nella Giunta Masala, candidato sindaco di Nuoro nel 2005. Poi, nell'attuale legislatura, si è gradualmente allontanato da Giorgio Oppi ma soprattutto da Ugo Cappellacci, spesso criticato.
«Ora l'Api-Italia concreta rappresenta, con l'Upc, l'area moderata del centrosinistra», ragiona Capelli. «Con gli alleati condividiamo percorso e intenti, e continueremo a fare opposizione per chiudere la disastrosa esperienza di Cappellacci». L'altro pezzo centrista è appunto l'Upc-Moderati (nome dovuto all'adesione alla lista civica nazionale dei Moderati di Portas): il segretario regionale Enrico Piras chiude le porte a partiti della stessa area, come l'Udc, spiegando che «nel vertice non sono stati neanche nominati. La coalizione è quella che era seduta in via Emilia».
FIBRILLAZIONI Piras ha anche convocato l'ufficio di presidenza del partito per dare mandato a Massimo Mulas, che rappresenta l'Upc in Consiglio regionale, di uscire dal gruppo Sardegna è già domani, dopo che Mario Diana e Claudia Lombardo hanno inneggiato al ritorno di Berlusconi: «Usano il gruppo per accreditarsi», protesta Piras, «noi siamo nel centrosinistra e non possiamo accettarlo». Ora il gruppo potrebbe sciogliersi, perché può sussistere solo con cinque componenti.
Un altro caso riguarda l'Idv: dopo che i consiglieri regionali Adriano Salis e Giannetto Mariani si sono «autosospesi», il direttivo del partito fa sapere di averli «cancellati dai ruoli di partito» (equiparando il loro gesto «al recesso»), e afferma di «non avere più rappresentanza» in Consiglio.
ALLEANZE Ritornando al vertice, che il centrosinistra non apra a Udc e Psd'Az lo conferma anche il leader Pd Silvio Lai: «Porte chiuse? Ma tanto nessuno sta bussando. Non ci sono trattative in corso. Ora pensiamo alle Politiche, poi sceglieremo con le primarie i candidati sindaci di Assemini, Iglesias e Macomer. E poi si parlerà di Regionali».
Ma già adesso il tavolo del centrosinistra, che oltre a Pd e centristi comprende Sel, Idv, Partito socialista, Rossomori, Prc e Pdci, attacca la Giunta per la scelta «inaccettabile e incomprensibile» di non procedere con la Finanziaria. «Dicevano di non volerla fare per protesta contro Monti», riprende Lai: «Ora che Monti non c'è più emerge la vera ragione, cioè che non sanno come governare». Immediata la replica dell'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa: «La manovra è pronta, ma rinviata in attesa di risposte del governo sul patto di stabilità . In questa legislatura per due volte è stata approvata nei termini, cosa che in passato non accadeva».
LISTE Nel vertice non si è invece parlato di primarie per i candidati al Parlamento, ma il voto anticipato non dissuade Pd e Sel. «Sosteniamo la proposta del nostro segretario provinciale di Cagliari Francesco Agus», conferma il leader di Sel Michele Piras, «è vero che i tempi sono stretti ma cercheremo il modo di coinvolgere gli elettori nella scelta».
