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OLZAI. Dalla California a Olzai per visitare il caseificio Erkìles

Il reportage in Sardegna di Janet Fletcher per la rivista «Culture-The Word on Cheese»

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Attualità
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OLZAI: B. Piredda, G. A. Curreli (al centro) con la giornalista Janet Fletcher (foto G. Murgia)

OLZAI. La vigilia della storica alluvione del 10 settembre 1921, nel villaggio di Olzai giunge in carrozza la giornalista americana Anna Rose Giles (1848-1937). Si fermerà un mese, per studiare e fotografare il retablo medioevale del Maestro di Olzai su incarico della docente universitaria di Philadelphia Georgiana Goddard King, autrice del libro Sardinia Painting (1923).

A quasi un secolo da questa visita, un’altra giornalista statunitense – armata di taccuino, tablet e navigatore satellitare – è arrivata nella Barbagia di Ollolai, incuriosita dal sito internet dei formaggi Erkìles (erkiles.it) di Olzai. Si chiama Janet Fletcher, e arriva dalla contea californiana di Napa Valley per raccontare negli Stati Uniti l’arte casearia di Giovanni Agostino Curreli.

Janet Fletcher, giornalista e scrittrice con la passione per i formaggi artigianali.

Janet Fletcher (janetfletcher.com) è un’elegante signora appassionata di enogastronomia e giardinaggio. Da trent’anni scrive di specialità culinarie per diversi giornali e riviste americane e, per oltre un decennio, ha curato una rubrica settimanale di formaggi sul quotidiano San Francisco Chronicle.

La scrittrice organizza corsi di cucina, propone ricette e abbinamenti di vini e formaggi di tutto il mondo e collabora con chef, cantine e ristoranti per la realizzazione di diversi progetti editoriali. È autrice e coautrice di oltre venti libri, alcuni di grande successo come Cheese & Wine . Tra i suoi libri più recenti, vanno segnalati My Calabria, pubblicato nel 2010 con la collaborazione di Rosetta Costantino e, nel 2013, la guida dei formaggi e birre artigianali Cheese & Beer (nella foto la scrittrice con il suo libro). Nel corso della sua lunga carriera professionale, ha ricevuto numerosi premi: tre James Beard Awards e il premio IACP Bert Greene Award. È anche autrice del The Cheese Plate, un’applicazione per iPhone.

Accompagnata dal marito Douglas Fletcher (vice presidente della vinificazione del Wine Group Terlato, terlatovineyards.com), la signora Janet è arrivata in Sardegna per realizzare un reportage sui formaggi pecorini per la rivista patinata americana Culture - The Word on Cheese e, allo stesso tempo, suggerire ai lettori, potenziali turisti, dove alloggiare e gustare i piatti tipici regionali.

Culture è un magazine monotematico – in stampa dal 2009 e consultabile all’indirizzo web culturecheesemag.com – che focalizza l’attenzione sulle storie delle persone e dei luoghi che stanno dietro le diverse tipologie di formaggi. Una «autorità sull’universo del formaggio» nel panorama delle riviste di culto del food, «con l’ambizione di diventare archivio internazionale di specialità casearie», come evidenziato lo scorso mese di marzo dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Janet e Douglas Fletcher: due esploratori del cibo e dei vini, per la prima volta in Sardegna.

Janet e Douglas Fletcher sono due acuti e instancabili viaggiatori, legati anche dall’irrefrenabile passione per i cibi semplici, ma di qualità, e per i vini di eccellenza. Avevano già viaggiato in Italia. Conoscevano i formaggi pecorini e altri prodotti regionali, ma non la terra di Sardegna. Ed ecco che nell’ultima settimana di giugno sono sbarcati all’aeroporto di Olbia per esplorare l’isola.

Per due settimane, da Santa Teresa di Gallura al Campidano e la Marmilla, con tappe nella città di Alghero e Bosa. Poi Cagliari, Nuoro, Tempio Pausania, Thiesi e Torpè per visitare caseifici, agriturismi, botteghe e mercati, come la raffinata bottega gastronomica Cucina.eat e il mercato di San Benedetto di Cagliari, ma anche i caseifici di Thiesi. Nei ristoranti, Janet e Douglas hanno ordinato i piatti della cucina tradizionale, come l’antichissima pietanza gallurese “sa mazza frissa” a base di panna di latte fresco e semola di grano duro.

La visita di Janet Fletcher a Olzai: la cronaca dell’unica tappa in Barbagia.

I signori Fletcher arrivano nella Barbagia di Ollolai il pomeriggio del due luglio, dopo aver ammirato le spiagge e i panorami della sud orientale di Costa Rei e una breve sosta nel paese di Gavoi. Puntualissimi nel loro programma di viaggio – grazie anche all’auto a noleggio dotata di navigatore satellitare – parcheggiano davanti all’ingresso del B&B I Limoni di Barbara Azuni, nel cuore del centro storico di Olzai, dove trovano ad attenderli Giovanni Agostino Curreli, titolare dell’azienda Erkìles.

La prima visita del paese è dedicata al mulino nel rio Bisine. I due californiani restano impressionati dall’imponenza dell’edificio e dal suo antico sistema di molitura idraulico. Janet ascolta le spiegazioni di Tino Columbu e inizia a riempire il suo taccuino di viaggio, mentre Douglas realizza un reportage fotografico (nella sua splendida casa di Napa Walley prepara il pane e macina le farine con un piccolo mulino elettrico).

All’imbrunire, nel cortile dell’antica dimora della famiglia Mattu - Murgia, inizia la cena e l’intervista di Janet a Giovanni Agostino Curreli.

In una notte stellata e con il suggestivo sottofondo del canto dell’assiolo, Curreli racconta la storia dei suoi antenati e della sua azienda, mentre i due ospiti californiani assaggiano alcuni piatti tipici e dei prodotti rigorosamente del territorio. Dai “maccarones hurriaos” preparati da Maria Teresa Vilia, alle primizie dell’orto di Paolo Sanna, per finire con le prugne fresche di “Gheddesai”. Il tutto accompagnato dal classico pane “carasau” preparato in casa da Domenica Piu e da una degustazione dei robusti vini Cannonau e Mandrolisai.

Il mattino seguente, come concordato due mesi prima tramite email, ecco l’attesa visita nel caseificio Erkìles.

Nella rustica montagna di “Sa pala mala”, Janet intervista Giovanni Agostino Curreli, suo figlio Francesco e segue, con particolare attenzione, i consigli del tecnico lattiero caseario Bastianino Piredda (ovvero i creatori della linea di formaggi pecorini con certificazione «Qualità Vegetariana» garantita dall’ente nazionale CSQA). Nel frattempo, Douglas fotografa ogni dettaglio della lavorazione del «Canestrato Bisine» e della ricotta preparata dal giovane Ionut Hututui, laborioso dipendente dell’azienda Erkìles.

Prima della visita nei magazzini di stagionatura, c’è una pausa dedicata alle degustazioni del “Frue” (il formaggio fresco acidulo) e dello yogurt artigianale di latte di pecora. Janet parla con disinvoltura l’italiano e, per la traduzione simultanea a suo marito Douglas, si avvale dell’aiuto prezioso di Gabriele Colomo, operatore dell’associazione La strada del vino Canonau. A mezzogiorno, il block notes della giornalista è pieno di minuziosi dettagli sulle qualità del latte, sulle differenze fra il caglio animale e vegetale, sui metodi di lavorazione e stagionatura dei formaggi pecorini.

Il pranzo a “Norilai” con la famiglia Curreli: il «piatto forte» del viaggio in Sardegna di Janet e Douglas Fletcher.

L’intervista di Janet prosegue durante il pranzo nel casolare di “Norilai” organizzato dalla famiglia Curreli-Soro. Arrivano altri graditi ospiti, come il giornalista Dario Cappelloni e gli amici dell’azienda Talla ‘e ore di Luciana Siotto. In un clima molto cordiale, si parla dei vitigni autoctoni  e dei vini Doc della Sardegna, del pane tradizionale e del grano Cappelli. E mentre Barbara Azuni e Lidia Siotto preparano il risotto con lo zafferano di Olzai, Gian Battista Soro si dedica ad arrostire l’agnello sotto la super visione del gran patriarca Giovanni Soro.

Nel lauto banchetto, non mancano i formaggi e i salumi di Giovanni Agostino Curreli, i ravioli preparati da sua moglie Pina, le “seadas” di Giovanna Moro e, infine, i dolci di mandorle e di ricotta fresca di Natalino Gali. Nel tardo pomeriggio, ha termine l’intervista e l’indimenticabile visita a Olzai dei signori Fletcher, mentre il loro tour enogastronomico in Sardegna si concluderà il sette luglio.

Prima di rientrare in California – nello “Stato dell’oro, del sole e del vino” – Janet e Douglas hanno inviato questo breve, ma significativo messaggio di ringraziamento a Giovanni Agostino Curreli:

«Siamo oggi a Cala Gonone, con ricordi felici della nostra “strepitosa” visita a Olzai. Ciò che ricorderò di più della mia visita a Olzai sono il notevole calore, l’ospitalità e la gentilezza dei suoi paesani. È stata una grande opportunità poter vedere il caseificio Erkìles, poter conoscere Giovanni Agostino Curreli e i rischi che ha corso nello creare un nuovo e promettente futuro per i suoi formaggi. Ammiro molto la sua opinione e la sua passione, e sono rimasta davvero impressionata dalla qualità dei formaggi che ho assaggiato. Spero di trovare presto i formaggi dell’azienda Erkìles negli U.S.A. Il nostro pranzo con la famiglia Curreli, per me e mio marito, sarà un piatto forte della nostra visita in Sardegna».

Questa la cronaca della visita a Olzai della giornalista Janet Fletcher. Nessuno ha osato chiederle cosa scriverà nella rivista Culture e quali formaggi includerà nella sua selezione. Sicuramente, sia l’unica tappa nella Barbagia di Ollolai e sia il primo viaggio in Sardegna della giornalista americana, farà parte della piccola grande storia del paese di Olzai, grazie alla creatività del maestro caseario Giovanni Agostino Curreli e ai suoi rinomati formaggi Erkìles.

Giangavino Murgia

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