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OLZAI. Luci, ombre (e buio) nelle Cortes Apertas di Olzai

Chiusura anticipata delle cortes, per black out elettrico.

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Territorio
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OLZAI. Non c’è stato il pienone del 2012, ma le Cortes Apertas di Olzai hanno registrato un buon successo di visitatori, nonostante molteplici disguidi, disdette di alcune carovane di turisti e altri problemi causati dal rinvio della manifestazione dal 22-24 novembre al 13-15 dicembre. Il pittoresco paese della Barbagia, è stato invaso dai forestieri solamente la domenica. Meta preferita, l’antico mulino idraulico nel Rio Bisine, autentico gioiello dell’architettura isolana, visitato quest’anno da oltre mille persone.
In calo, invece, l’affluenza nella casa museo Carmelo Floris, nonostante l’esposizione di due splendidi ritratti a olio, recentemente acquistati dall’Amministrazione comunale e alcuni bozzetti del grande pittore e incisore olzaese. Ma, nell’antico forno della casa padronale, i turisti sono rimasti incantati dalle lavorazioni e degustazioni dei pani tipici preparate dall’azienda Talla ‘e ore di Luciana Siotto. Così, è andato a ruba il pane “modde” e “carasau” sapientemente lavorato da alcune massaie olzaesi con le farine di grano Cappelli.

Sempre nella cucina della casa Floris, molto apprezzate le lavorazioni dell’asfodelo curate dalla signora Giovanna Porchi e i lavori di impagliatura della signora Maria Antonia Tore, figlia del falegname “ziu Antoneddu” che, alla fine degli anni Quaranta, aveva inventato la sedia tipica di Olzai. Un manufatto ergonomico e inconfondibile della tradizione artigiana locale, dimenticato per lungo tempo e ora riscoperto grazie a un laboratorio ideato e curato da Tino Columbu e dal maestro d’intaglio Nino Ortu.

Per questo motivo, sabato mattina, nel cortile della casa Floris l’assessore comunale Davide Toni ha ringraziato i due promotori dell’iniziativa e poi consegnato agli allievi gli attestati di partecipazione al primo corso di lavorazione della sedia tipica di Olzai e dell’altro laboratorio di intaglio del legno, curato con la collaborazione di Pietro Serra, allevatore di professione che realizza con grande passione maschere in legno di pero selvatico.

Altre mete molto visitate delle cortes di Olzai, la casa dell’onorevole Francesco Dore nel rione Drovennoro allestita annualmente dal nipote Lorenzo Dore e l’antica “Domo de zia Rosa” nel rione S’Umbrosu. Qui il caseario Giovanni Agostino Curreli ha esaurito le scorte dei prelibati formaggi a caglio vegetale prodotti nel suo rinomato caseificio Erkìles e continuato la raccolta di fondi per le popolazioni colpite dal ciclone Cleopatra. Tutto esaurito anche in alcuni punti di ristoro, soprattutto quelli allestiti in antiche ma accoglienti abitazioni del centro storico, come la cantina della casa Satta di Aldo Pala in piazza Su Nodu Mannu e “Sa tricca de zua Hurreli” di Gian Narciso Campus nella via Taloro.

Purtroppo, le visite e le vendite dei prodotti  nelle cortes si sono interrotte improvvisamente domenica all’imbrunire, quando una serie di black out elettrici hanno lasciato al buio l’intero paese, con le immancabili lamentele dell’intera popolazione e di alcune centinaia di forestieri. Numerosi turisti sono stati costretti ad abbandonare le visite al mulino ad acqua, la pinacoteca comunale, le chiese e soprattutto l’antica sede della Società del Mutuo soccorso allestita dalla Pro Loco Bisine nel rione sant’Antonio, dove la corrente elettrica e ritornata dopo le ore 21.

Con questo incredibile disguido, cala il sipario sulla undicesima edizione della manifestazione Autunno in Barbagia. E per quanto riguarda il paese di Olzai, il bilancio ultra decennale dell’iniziativa ideata dall’Aspen rimane in ogni caso positivo, soprattutto per la promozione dei prodotti gastronomici di eccellenza del territorio, ma anche dei gioielli dell’arte e dell’architettura locale, come il mulino idraulico insieme all’imponente arginamento nel Rio Bisine, il Retablo della chiesa di Santa Barbara, la casa museo Carmelo Floris e la casa padronale della famiglia Cardia Mesina: autentiche perle della Sardegna, che meritano una costante promozione e non solo durante i week end di Cortes Apertas.

Giangavino Murgia

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