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Zia Annesa

di Gavino Poddighe (disegnu de Lorenzo Vacca)

| Categoria: Arte
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Disegnu de Lorenzo Vacca

Zia Annesa, 84 anni, vedova da 7, viveva sola, in un villaggio spopolato nei dintorni di Nuoro, a fargli compagnia 2 gatti, 12 galline, una cagnetta vecchia e spelacchiata ma molto intelligente che passava il suo tempo a tormentare i gatti e nelle fredde giornate d'inverno era incredibile vedere cagnetta e gatti accucciati uno sull'altro, vicini al vecchio caminetto.. chissà cosa sognavano cane e gatti?..zia Annesa diceva che anche loro sognano come noi..Non aveva voluto seguire i figli zia Annesa, perchè diceva di voler morire lì nel suo villaggio, accanto al piccolo cimitero dove le tombe erano tutte a terra e dove riposava Bobore il suo adorato marito...adorato? non sempre, perchè col suo sigaro perennemente acceso impuzzolentiva tutta la piccola, ma linda e ordinata casetta!!! "l'ha inventato mio padre a fumare a fuoco dentro!!!" si vantava Bobore, infatti il padre di Bobore aveva combattuto nella guerra 15/18 dove in trincea, i fanti sardi per non essere individuati dai cecchini austriaci, erano costretti a fumare con la parte accesa nascosta in bocca...un'invenzione, che la regione Sardegna dovrebbe brevettare se avesse un pò di lungimiranza!!!! Zia Annesa, lucidissima e ancora in forze accudiva anche due maiali, destinati ai figli ormai cittadini, che però non volevano privarsi dei piaceri che poteva offrire la campagna, la saporita vita del villaggio....
È notte fonda… profondo silenzio nell'intirizzito villaggio avvolto dalla nebbia, i gatti ronfano, la cagnetta ronfa, i maiali ronfano, le galline per simbiosi ronfano anch'esse, zia Annesa ronfa...un grande respiro sembra esalarsi dal villaggio dormiente e i sogni degli uomini si confondono con i sogni delle bestie coi sogni degli alberi e delle rocce in un inestricabile intreccio, la nebbia stessa pare sognare stancamente in attesa dell'alba, della luce del sole, della grande mano che la raccoglierà per riporla dentro i giganteschi sacchi dove potrà riposare finalmente dopo una notte di duro lavoro in attesa di tornare ancora la notte appresso, per avvolgere ancora uomini e cose, case e bestie, strade e alberi, per nascondere il villaggio alla vista delle pettegole stelle...
zia Annesa sognava, sognava come tutte le notti, il sogno ricorrente era che rimproverava Bobore di dargli i numeri al lotto sempre sbagliati e di farlo apposta, e per lei che viveva dei prodotti della terra e con una misera, traballante, pensione sociale, anche sprecare quei pochi soldi che impegnava era un sacrificio; infatti dobbiamo sapere, che il primo pensiero di zia Annesa al momento dell'improvviso trapasso di Bobore fu: " Bobore mi darà i numeri del lotto, mi ripagherà per tutta la puzza di sigaro toscano che mi ha fatto respirare per tanti anni..." e via il solerte Bobore a suggerire ambi terni e quaterne e addirittura cinquine!!! zia Annesa inizio' ad insospettirsi quando Bobore gli dettò questo terno secco 91-96-104...sulla ruota di Bari (B come Bobore) era evidente che si prendeva gioco di lei.." e non sono mica un'indovino!! si lamentava Bobore, tutte le notti mi tormenti con questi maledetti numeri, ed io te li dò, sono costretto a darteli, poi se non escono non'è colpa mia..." < e allora perchè sei morto? per nulla? per farmi dispetto??> insomma non c'era pace neanche da morto per zio Bobore che pur adorava questa vecchia brontolona dai capelli bianchi...ma attorno a mezzanotte, quella notte zia Annesa era dentro un altro sogno: aveva malamente sentito nel telegiornale del tg 5, perchè nel villaggio si prendevano solo tg 5, italia 1, rete 4 e tg 1 degli altri nulla..oscurati, anche se a noi viene un vago sospetto...aveva vagamente sentito che esistevano dei semi speciali che facevano miracoli: pomodori giganti come ruote di automobili, piselli da mezzo kg ciascuno patate grandi come palloni ecc...non si sa come, perché i sogni sono sempre confusi, zia Annesa era venuta in possesso di questi semi miracolosi e li aveva sparsi abbondanti nel cortile dove razzolavano le galline, stranamente le galline diffidenti non ne toccavano uno. mentre il gallo il solito ingordo, ne trangugiava uno dopo l'altro a velocità supersonica, e ad ogni seme il gallo cresceva, cresceva,cresceva a vista d'occhio! In zia Annesa si rafforzava ancora di piu' la convinzione che la tv dice sempre la verità, specialmente il tg 5 e i particolare l'adorata rete 4 che sapeva raccontare delitti e morti ammazzati come nessuno...zia Annesa però inizio a preoccuparsi quando il gallo in un batter d'occhio, divento' piu' grande dei maiali, il gallo piu' grande del mondo!!! e tutto sarebbe stato bello e straordinario se questo gallo gigantesco, che sarebbe bastato da solo a sfamare tutti gli abitanti del villaggio per una settimana, non tentò di aggredirla e zia Annesa per un pelo riuscì a ripararsi dentro la casetta...mentre il "gallone" si era piazzato davanti alla casa dando terribili beccate alla vecchia porta e riuscendo ad aprire una breccia...zia Annesa non si perse d'animo, imbracciò la doppietta di Bobore (noto cacciatore di frodo) sempre carica perchè in campagna non si sa mai, aprì il portellino superiore della porta, puntò...ma, l'ululato di cani lontani, lo stridiò degli uccelli notturni, l'agitato starnazzare delle galline, i maiali che volevano scappare dal recinto, il miagolio impaurito dei gatti, la cagnetta nascosta sotto il letto, la svegliarono di colpo..cosa stava accadendo???...
un tuono pareva, il brontolìo di un tuono, un rumore antico già sentito da bambina, quando ci si riparava sotto le coperte per il terrore, zia Annesa lo riconobbe e i bianchi capelli gli si rizzarono in testa mentre i gatti impazziti volevano fuggire dalla casetta sprangata e la cagnetta ululava tremante e un vento improvviso e violento faceva volare le tegole dai tetti piegava gli alberi spazzava la nebbia e le campane si misero a suonare a morto e i fulmini incendiavano la foresta e asini e cavalli fuggivano e le donne attitavano, attitavano ,attitavano….era lui,lui! Lui chi ? "Su carru cocciu", il carro dei morti....era tornato...tornato? a fare che? a portarla via?..d'improvviso il carro si fermò davanti alla casetta, lo ricordava questo carro senza averlo mai visto, ricordava i racconti della madre e della nonna, ne aveva sentito il suono, il clangore….Un bisbigliare fuori indefinito e il carro riprese il cammino...la furia là fuori si era fermata d'improvviso come d'improvviso era iniziata...un sommesso bussare alla porta..toc toc la cagnetta si avvicina all'uscio scodinzolante, felice, senza paura..." Annesa ! ...Annesa!!...apri Annesa...sono io...non mi riconosci?"...una puzza, un fetido odore conosciuto penetrava nella casetta dalla breccia della porta aperta dal gallo: < chie sese? ite cheres?a cust ora no apperio a nemmos!!! (chi sei? cosa vuoi? a quest ora non apro a nessuno)
Garibaldi sono!!! E chi vuoi che sia ?? apri stavolta ho i numeri giusti!!! giusti!!!.....Bobore sono!! apri!!! e non posso stare qui tutta la notte, fa freddo, anzi prepara il caffè!!! Il fuoco acceso l'hai? < per fare il caffè ci sono i fornelli>, " ma fatto al fuoco è piu' buono, molto piu' buono, non ricordi?" apri !!! < tu non sei Bobore, Bobore è morto 7 anni fà e riposa là nel camposanto...vattene chiunque tu sia o ti sparo!!>...." a parte che da 7 anni non ho riposato una notte con te che venivi sempre a disturbarmi per avere i numeri, ma se vuoi assicurarti andiamo assieme al camposanto sulla mia tomba, vedrai che non ci sono piu'..mi hanno cacciato..."...< cacciato?...e perchè ti hanno cacciato...?..." perchè li ho ritrovato babbo e facevamo lunghissime chiacchierate fumando il sigaro, ci facevamo lunghe fumate..bhè si, un po di puzza...insomma mi hanno cacciato dopo che tutti gli altri morti si sono ribellati, dicevano che non volevano morire di fumo...che il fumo può uccidere..." < ma se erano già morti?>... " si ma erano morti di altra morte, poi sai, San Pietro e tutti gli altri santi hanno voluto provare anche loro e gli è piaciuto !! alla fine c’era tanto fumo che non ci vedevamo l’uno con l’altro, molti hanno chiesto di essere trasferiti che non si poteva vivere così che erano intossicati dalla puzza…Apri Annesa per favore...ho i numeri giusti !!" < Io apro ma tu prima dammi i numeri e butta quel maledetto sigaro puzzolente>...A quel punto Annesa si svegliò di soprassalto e ripensò allo strano sogno…maledetto Bobore neanche stanotte mi ha dato i numeri!!!!

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