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La Sardegna può fare a meno dell'industria?

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La Sardegna può fare a meno dell'industria? No, non può farne a meno se si vuole superare la crisi e rilanciare la crescita economica della nostra isola. Parliamo evidentemente di un'industria moderna, non più quella delle ciminiere degli anni 70/80, ma di un'industria ancorata con forza all'ambiente e all'ecosostenibilità, all'innovazione e alla ricerca. In netta discontinuità quindi con un passato caratterizzato da modelli ormai vecchi e superati. Solo così questo settore può ritornare ad essere competitivo e a produrre nuova ricchezza e occupazione.

Dal 2007 al 2012 abbiamo perso 11 mila buste paga corrispondenti a un quarto del lavoratori dell'industria; sono stato cancellati tre punti dal calcolo del prodotto interno lordo con un valore aggiunto diminuito negli stessi anni del 21,6 per cento .Dati drammatici che evidenziano la crisi profonda del settore più importante della nostra economia.

Molti gli errori commessi in questi decenni, come la mancanza di una efficace e solida politica industriale, l'inadeguatezza della pubblica amministrazione nel suo complesso, la pesantezza della burocrazia, il mancato coordinamento delle risorse, la carenza di infrastrutture soprattutto nel settori portanti dell'energia e dei trasporti. Occorre in futuro dare risposte e soluzioni positive a questi problemi. Diversamente non ci sarà un'industria competitiva che stia sui mercati e di conseguenza non ci saranno né ripresa economica e nè sviluppo.

In questa fase una mano ce la dà l'Europa che mette a disposizione della Sardegna, nella programmazione 1024/2020, un finaziamento di due miliardi che debbono essere utilizzati per un forte rilancio del settore industriale. Niente interventi a pioggia che come abbiamo visto in passato non producono alcun beneficio economico, ma investimenti per superare in via definitiva il gap unfrastrutturale che ci separa dalle economie più avanzate e per proporre progetti di alta qualità tecnologica legati in particolare all'industria manifatturiera, il settore chiave che ha la capacità di riattivare gli altri comparti della nostra economia: cultura, turismo, ambiente, agroalimentare, energia, trasporti.

Tutte queste considerazioni noi dell'associazione le abbiamo fatte in questi anni nei vari convegni organizzati per discutere di sviluppo e per proporre una "nuova idea"di Sardegna. Qualche giorno fa il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (Crel) ha presentato un dossier sulla situazione economica della nostra isola. Bene , il Crel Sardegna arriva alle nostre stesse conclusioni. Alla Giunta Pigliaru ora il compito di indicare e realizzare una politica industriale che porti la Sardegna alla pari delle aree più avanzate e più attrezzate dell'Italia e dell'Europa. Alla politica in generale, al mondo dell'impresa e della cultura la capacità di indicare idee nuove, progetti di qualità, proposte e contributi innovativi. Tutti assieme per uscire dalla crisi e per costruire "una nuova idea di Sardegna".

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