Come ogni anno Wimbledon è un evento molto atteso dagli appassionati del tennis, uno sport legnate e feroce allo stesso tempo per cui è difficile fare pronostici. Molti si aspettano l’ennesima vittoria di Federer, altri hanno fiducia in Rafa Nadal, ma potrebbero esserci anche altre sorprese inaspettate. Come riporta un articolo pubblicato su L'Insider che analizza la spesa media annuale di un tennista, dal dilettante al professionista. Basti pensare che solo la qualificazione a Wimbledon e Us Open frutta 90.000 euro, però ci sono una serie di varianti e imprevisti da prendere in considerazione.
Il portafoglio di un tennista comincia ad alleggerirsi sin dalla tenera età. Per un’analisi completa, bisogna infatti partire da una stima delle spese che ogni atleta sostiene fin dal primo momento in cui imbraccia la racchetta, ben prima di diventare un professionista e di avere la certezza di poterlo diventare. Lo ha fatto per noi la federazione britannica, che ha calcolato un esborso medio di circa 300mila euro per sostenere il periodo che va dai 5 ai 18 anni di un aspirante professionista. In Italia questa cifra sembra essere di poco inferiore, ma possiamo facilmente stimare circa 16.000-18.000 euro all’anno, cifra per raggiungere la quale pesano soprattutto i costi degli allenamenti (una buona accademia italiana richiede un canone di almeno 5.000 euro), delle attrezzature (tra racchette, incordature e materiale tecnico si sta facilmente tra i 1.000 e i 2.000 euro) e soprattutto dei viaggi necessari a partecipare tanto ai tornei - prima nazionali, poi con il tempo internazionali - quanto ai raduni che le federazioni organizzano per monitorare i giovani più interessanti ed eventualmente decidere di investire su di loro.
Benjamin Becker, il tennista tedesco che ha messo fine alle carriere di Moya e Agassi, ha smesso di fare il tennista professionista nel 2017 dopo circa 13 anni di attività. Ha raggiunto la 35esima posizione del ranking mondiale (questo significa che in un dato momento della sua carriera, c’erano appena 34 giocatori in tutto il mondo verosimilmente più forti di lui), ha vinto 153 partite e un titolo. In totale ha guadagnato 4.399.584 dollari. Eppure, poco dopo il ritiro, ha dichiarato di non essere riuscito a mettere da parte i soldi necessari a godersi la pensione senza patemi.
Sara Errani, una delle tenniste italiani più vincenti della storia recente, nel 2010 - doveva ancora raggiungere i suoi maggiori successi, ma aveva già guadagnato oltre un milione di dollari - dichiarava di non essere affatto sicura di aver pareggiato le uscite che si erano rese necessarie per diventare una tennista professionista. Dopo otto anni di carriera professionistica, tre e mezzo dei quali trascorsi occupando stabilmente la top 100. Ma allora quanto costa davvero fare il tennista, e quanti sono quelli che possono dirsi professionisti?
La vita di un tennista richiede alcune spese come i viaggi per partecipare ai tornei in tutto il mondo, il vitto e l’alloggio, l’attrezzatura che come quella del golf ha prezzi importanti, e tanto altro che spesso la federazione non copre del tutto. Non ultimo anche lo stipendio dei vari membri di un team, come l’allenatore e il personale necessario perchè il tennista possa fare il suo lavoro ad alti livelli e raggiungere ottimi risultati. Per questo il traguardo della top 100 è così ambito. I primi 104 giocatori del ranking accedono di diritto ai quattro tornei più importanti dell’anno, il che significa assicurarsi almeno il montepremi del primo turno (46.000 dollari nell’ultimo Slam disputato, il Roland Garros). I giocatori compresi tra la 100esima e la 200esima posizioni sono certi di poter giocare le qualificazioni, ma bisogna vincere tre partite in pochi giorni per superarle. E come potete immaginare, la competizione è molto alta.

