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OLZAI. Dimissioni in Consiglio Comunale: la nota della minoranza guidata da Giovanni Marcello

| Categoria: Attualità
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La lista "Articolo 3" nel 2015, che ha eletto in consiglio comunale tre candidati

Ieri a Olzai la minoranza composta da Giovanni Marcello, Raimonda Sanna e Michelangelo Carta,  ha rassegnato le dimissioni, a poche ore dalle dimissioni di Francesco Noli, consigliere comunale di maggioranza che ha deciso di lasciare, seppur a pochi mesi dalla fine del mandato elettorale, il gruppo guidato dalla Sindaca Ester Satta. Motivo del contendere le modalità con cui la prima cittadina ha gestito le procedure per l'intitolazione della sala consiliare a Antonio Dore, ex sindaco di Olzai.

Dopo due consigli comunali accesi (il cui ordine del giorno era la proposta di intitolazione), durante i quali la minoranza ha presentato il documento che segue queste poche righe, c'è stata la rimozione dal ruolo di assessore della consigliera Luciana Siotto, con la nomina al suo posto del consigliere Giovanni Morisano. Poche ore dopo la intitolazione è formalmente passata con una delibera di giunta, e domani è prevista la cerimonia di intitolazione al Teatro di Casa Mesina. 

A seguire il testo del documento a firma del gruppo di minoranza.

In data 18 febbraio 2011 la Giunta Comunale di Olzai intitolava tre strade del rione Gheddesai ad altrettanti cittadini olzaesi che hanno dato lustro al nostro paese. In particolare si tratta di Angelo Falconi (barracello deceduto eroicamente e generosamente nelle operazioni di spegnimento di un incendio nell’agro di Olzai nel 1997 all’età di 29 anni), Dottor Pietro Soro (medico, direttore del dipartimento del policlinico universitario e della struttura chirurgica dell’urgenza e delle grandi obesità di Sassari, nonché professore  ordinario della facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Sassari) e Antonio Dore (antifascista, condannato più volte al confino dal tribunale speciale del regime fascista; già sindaco di Olzai e primo segretario regionale sardo del P.C.d’I. dal 1944 al 1947; bordighiano da sempre, soprattutto quando significava rischiare la vita non solo per “fuoco nemico”). Antonio Dore ebbe una visione del comunismo scevra da  contaminazioni totalitarie. 
In particolare si vuole ricordare con affetto Antonio Dore, fieri di essere stati suoi concittadini e di av er percorso, assieme a lui, l’ultima parte del suo cammino terreno. Custodiamo preziosamente, facendone tesoro, gli insegnamenti che ci ha dato, soprattutto attraverso l’esempio d’una vita condotta nella ricerca della libertà e nel rispetto della democrazia. In riferimento all’unico punto all’Ordine del Giorno di questa seduta, come gruppo di minoranza riteniamo che sia importante e necessario, da parte dell’amministrazione, avviare “…una riflessione collettiva …utile a misurare la solidità e la tenuta della nostra identità…” e della nostra coscienza sociale attraverso il coinvolgimento, non solo del Consiglio e della Giunta Comunali, ma anche della cittadinanza olzaese (sia quella
ancora residente, sia quella che vive fuori paese) e delle diverse associazioni che coraggiosamente e generosamente ancora operano ad Olzai. Non si tratta solamente di mettere in pratica princìpi democratici immuni da dirigismi politici e da imposizioni dall’alto (il governo della cosa pubblica dal popolo, del popolo, per il popolo), ma riguarda una metodologia che vuole coinvolgere ed interessare nuovamente tutta la popolazione per renderla consapevole dell’inestimabile patrimonio culturale ed identitario di cui essa è stata la culla ed è, oggi, custode. È tempo di riappropriarci e disseppellire questo capitale attraverso una discussione generale, a trecentosessanta gradi, su tutte le maggiori figure che hanno dato lustro al nostro paese e che, ad oggi, non hanno ancora ricevuto riconoscimento alcuno. Vogliamo citare solo le più note, affidando ad una più profonda valutazione ed indagine la ricerca di altri personaggi illustri (quali, ad esempio, Ettore Dore e Giuseppe Murgia): 
 Francesco Dore, medico e deputato al parlamento italiano nelle file dell’allora partito radicale per due legislature (XXIV legislatura del Regno d’Italia dal 1913 al 1919 e XXV legislatura dal 1919 al 1921). 
 Francesco Murgia, avvocato, è stato eletto all’assemblea costituente nelle file della Democrazia Cristiana e ne ha fatto parte dal 1946 al 1948; fu eletto deputato nella I legislatura repubblicana (1948-1953), nella II legislatura (1953-1958) e nella III legislatura (1958-1963).
 Giovanni Battista Columbu (insegnante, imprenditore e pubblicista), è stato deputato nelle file del P.S.d’A. durante la IX legislatura (1983-1987) e la X
legislatura (1987-1992). 
 Salvatore Ladu, è stato consigliere comunale e sindaco di Olzai, consigliere regionale sardo nelle file della DC; è stato rappresentante dell'Ulivo al Senato della Repubblica, dove ha raggiunto i tre mandati, in seguito alle esperienze nell'XI, XII e XV legislatura. Conta inoltre due legislature alla Camera dei Deputati (la XIII e la XIV). Dal 2006 al 2008 è stato segretario alla presidenza del Senato. Ha ricoperto, inoltre, tre incarichi di governo con Prodi (I), D’Alema (II) e Amato (II). 
Pertanto pensiamo che sia saggio aspettare “tempi normali” e rinviare il presente punto all’Ordine del Giorno perché, nell’attuale situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, mancano tutti i presupposti per porre in essere quanto precedentemente esposto. Inoltre, ci appare una decisione inopportuna e foriera di fraintendimenti e di strumentalizzazioni elettoralistiche, certamente non volute ma che potrebbero inficiare la bontà dell’iniziativa istituzionale ed esporre la figura di Antonio Dore ad inutili polemiche tra le parti politiche locali, di cui non si ha francamente bisogno. Infatti, in qualsiasi organismo a carattere elettivo, galateo e correttezza istituzionali, accompagnati dal buon gusto, suggerirebbero, negli ultimi sei mesi di legislatura, di attenersi all’ordinaria amministrazione e di astenersi dal dedicare un sito pubblico ad uno qualsiasi tra i nostri tanti possibili personaggi illustri, considerato che siamo a fine mandato, anzi, per essere precisi, a legislatura già scaduta dal mese di maggio. 

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