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Carte da gioco e giochi in Sardegna: cosa sapere

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Le carte da gioco fanno parte della cultura popolare da svariati decenni. L’avvento di internet ha arginato in parte la diffusione dei mazzi italiani, ma questi ultimi continuano a rappresentare un elemento distintivo del folklore di molte località del nostro Paese. Certo, i giochi virtuali presenti su una piattaforma di casinò hanno finito col digitalizzare anche alcuni mazzi regionali come quelli napoletani, indispensabili per attrazioni come la scopa e la briscola, ma sebbene oggi in tanti maneggino le carte attraverso un touchscreen o una tastiera, il fenomeno non si è arenato e si sono sviluppate attività nuove, come quelle inerenti al semplice collezionismo. Insomma, che siano costituiti da carta vera o da pixel, le carte seguitano ad esistere e ad alimentare i principali passatempi degli italiani.

È innegabile, comunque, che online sia più facile imbattersi in giochi americani come il poker e il blackjack, che adoperano le carte francesi. Non tutti i mazzi regionali italiani fanno la loro comparsa sui portali di intrattenimento in rete, motivo per il quale non tutti conoscono carte specifiche come quelle sarde, derivate dalle spagnole. Il loro impiego è diminuito nel tempo anche nella Sardegna stessa, che pare prediligere le napoletane, le genovesi e le piacentine, ma c’è anche chi non disdegna le trevisane.

I giochi più praticati dai sardi sarebbero la pinella e la scopa, che vanno per la maggiore anche tra i più giovani, per quanto i ragazzi si starebbero allontanando sempre di più dagli hobby delle passate generazioni: al Sud c’è chi si produce in eccessi attraverso altri giochi con le carte come il mercante in fiera e magari è disinteressato a quelli più tradizionali. In Sardegna, e in generale nel meridione, è però ancora possibile trovarsi davanti a bar e club che vengono scelti come sedi ideali per piccoli tornei o eventi ricreativi. Meno diffuso il baccarat, che fu proprio il gioco che fece conoscere le carte in tutta la regione, quando fu importato dall’Asia nel Regno di Sardegna 4 secoli fa.

Ad ogni buon conto, le carte sarde tradiscono un chiaro legame culturale con la Spagna. Coppe, denari, bastoni e spade sono i semi che caratterizzano un mazzo da 40 unità. Le carte sono tutte a figura intera e non a due teste come quelle francesi. Le loro dimensioni sono di 56×88 mm, ma a saltare all’occhio degli osservatori più attenti sono indubbiamente gli indici, che comunicano il valore di ogni carta. Ad esempio, l’asso vale 1 e ogni altra carta numerale rappresenta il proprio valore nominale, ma il fante (“suta” in sardo), il cavallo (“cuaddu”) e il re valgono nell’ordine 10, 11 e 12. Questo particolare comprova ulteriormente la discendenza dalle carte spagnole composte da 48 unità, dove l’8 e il 9 sono invece presenti. Inoltre, l'asso di denari dei mazzi sardi viene raffigurato come una gigantesca moneta dorata, esattamente come accade nelle carte iberiche.

Chi è già abituato a utilizzare le carte napoletane non avrà difficoltà ad approcciarsi anche a quelle sarde. Tecnicamente, le differenze sono inesistenti ai fini del gioco. Anche se le immagini rappresentate appaiono diverse per stile di disegno e colorazione, sono tutte facilmente riconoscibili. All’occorrenza, è sempre possibile sottrarre gli 8, i 9 e i 10 dai classici mazzi francesi per avviare una partita a un gioco che normalmente richiede le carte regionali, ma per fortuna la tradizione ludica sarda continua a resistere e c’è ancora chi preferisce divertirsi con le carte della propria regione di appartenenza.

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