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OLLOLAI. L'arrivederci della comunità parrocchiale a don Luca Mele

| Categoria: Territorio
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A Ollolai la Parrocchia di San Michele Arcangelo dall'8 ottobre avrà una nuova guida: Don Franco Pala proveniente dalla Parrocchia di San Giovanni Battista di Orotelli che prenderà il posto di Don Luca Mele, arrivato nella capitale della Barbagia il 27 agosto 2018. Nel testo che segue, la lettera di saluto della comunità parrocchiale ollolaese a Don Mele. 

 

Caro Don Luca,

in un tempo dove ormai tutto è noto, dove sembra che tutti sanno di tutti, dove avvenimenti, rappresentazioni, idee, emozioni, gioie e dolori vengono resi pubblici attraverso uno schermo, avremmo anche noi potuto usare i social e veicolare il nostro saluto con un post su Facebook o una storia su Instagram. Ma questa volta abbiamo deciso di esprimerci guardandoci “realmente” tutti negli occhi... e pazienza se si bagneranno per l'emozione, in fondo lo sguardo è espressione di un linguaggio che non possiamo controllare.

In occasione della notizia del tuo avvicendamento siamo rimasti tutti sbalorditi, increduli, smarriti, dispiaciuti e pieni di rabbia, tanta rabbia nei confronti di una decisione che era stata presa senza aver ascoltato il nostro parere come comunità. In generale, l'uomo è sempre restio ad accettare imposizioni calate dall'alto; di solito, si è meglio disposti ad accogliere le scelte che altri fanno per e su di noi quando queste vengono condivise o almeno quando ci sia un tentativo di discussione. Abbiamo visto giovani, anziani, adulti, dispiacersi a quella notizia e, fino a qualche giorno fa, qualcuno sperava ancora in un intervento “miracoloso” del Vescovo, il quale avrebbe deciso di cambiare idea. Però, tu stesso, da quel 16 giugno in cui rimarcavi quanto poco era stato il tempo concesso, hai sempre sottolineato quanto sia importante la qualità dei momenti vissuti insieme, rispetto alla quantità. Per questo, vogliamo permetterci questi pochi attimi ancora insieme, perché vogliamo rivivere quegli istanti e legarli per sempre alla nostra memoria.

Siamo stati la tua prima parrocchia come parroco, ben differente dall'essere vice... In questi tre anni un po’ siamo cambiati in virtù di quello che ci hai trasmesso e donato; e ci auguriamo che anche tu sia un po’ cambiato, grazie a quello che ognuno di noi e la nostra comunità ti ha trasmesso. Non vogliamo certo affermare che siamo una comunità perfetta con un parroco altrettanto perfetto: inganneremmo noi e anche te. Non sono mancati momenti di delusione o di incomprensioni, tempi in cui il cammino si faceva faticoso, soprattutto durante il periodo del lockdown. Ma ci sono stati tanti momenti di crescita, di soddisfazioni, di preghiera di allegria che non potremmo dimenticare. Forse per qualcuno sei sembrato il parroco dal carattere introverso, intransigente… per altri il parroco duro, severo e rigido, soprattutto quando si trattava della liturgia e della pastorale. Ma poi, quando uscivi, volevi essere uno di noi, presentandoti spesso come Luca e non come don Luca. Tu, sicuramente, altrettanto potrai dire di noi, che non siamo stati una comunità facile, spesso legati a radicate consuetudini, difficili da rimuovere. Ti sei integrato con molta facilità, soprattutto hai legato con i diversi gruppi e associazioni: dalle leve, al coro, passando per i cacciatori fino ad arrivare alla Pro Loco. Di una cosa siamo sicuri: sei stato un parroco molto presente pure sui social dedicati alla parrocchia: Whatsapp, Instagram, una Pagina Facebook seguitissimi non solo a livello locale.

Prima di tutto ti ringraziamo perché ci hai dato energia con i consigli e le tue risposte sempre pronte, che sono state per noi dei “comandi”, nella convinzione con cui ti esprimi. Ci hai incoraggiato a cambiare il nostro modo di vivere la fede, a essere “cristiani veri” e “coerenti” in tutte le manifestazioni della nostra vita. Hai saputo scuoterci, svegliarci, farci riscoprire com’è bello essere “affamati” di Dio. Sei stato coraggioso, hai saputo puntare il dito contro i pregiudizi, contro i mali del nostro paese, hai saputo mantenere l’occhio da osservatore attento ed obiettivo della nostra realtà. Ti sei addentrato attraverso le tue omelie in discorsi capaci di stimolare le coscienze delle persone, hai portato la tua parola in luoghi e contesti non usuali, hai saputo mostrare anche le tue debolezze di uomo, e per questo ti abbiamo apprezzato ancora più. Sei stato anche un amico per molti di noi, l’amico “vero”, che vuole il tuo bene.

Siamo consapevoli che questo trasferimento sia ancora più difficile per te. Accettando la proposta che ti è stata fatta, pur coi dubbi ed i timori comuni a tutti gli uomini, ci hai mostrato concretamente cosa vuol dire «sia fatta la tua volontà». Un senso di obbedienza che vuole dire rispetto e soprattutto fiducia in Dio, il quale non sbaglia mai. Per questo esempio, anche noi abbiamo accettato con senso di responsabilità il disegno di Dio, seppure sia naturale un po' di tristezza e disorientamento. Il tuo trasferimento è segno tangibile della provvisorietà di questi legami, umanamente importanti, ma destinati a cambiare, soprattutto nella vita di un sacerdote; siamo convinti comunque che, con la tua determinazione, saprai ricominciare in un nuovo ambiente e con nuove persone. Noi chiediamo al Signore che ti possa sempre lasciare questo desiderio forte che hai di lui e ti sostenga sempre nel tuo ministero sacerdotale ovunque sarai.

Ora ci affidiamo con fiducia, come tu vuoi, nelle mani del nostro nuovo parroco Don Franco. Siamo consapevoli che troverà una realtà con alcuni limiti, ma anche con molte risorse umane e spirituali, frutto del tuo lavoro e di coloro che ti hanno preceduto.

E in ultimo, non possiamo non menzionare il tuo impegno, il sacrificio, anche economico, per rendere bella e decorosa questa parrocchia e non solo.... Dal recupero della vetrata di San Michele, la realizzazione del quadro per Papa Gregorio Magno, le diverse donazioni che hanno reso più funzionale la chiesa. Tanto altro potremmo dire, ma ci fermiamo qui, per dare valore alle tue raccomandazioni: «tutto con sobrietà!». Hai risvegliamo nelle persone la bellezza della donazione, non soltanto per i più bisognosi, anche nell'interesse per la nostra chiesa, perché tutto ciò che è stato donato rimarrà per sempre alla comunità.

Carissimo Don Luca, anche se per la tua innata modestia avevi fatto sapere che non volevi feste e discorsi celebrativi di circostanza, questa sera è doveroso da parte nostra essere qui, per dirti grazie, un grazie che parte dal nostro cuore con la speranza che in queste poche parole tu possa sentire il forte abbraccio di tutti noi. È l’abbraccio dei piccoli, dei giovani, degli ammalati, degli anziani, delle associazioni, delle famiglie, delle istituzioni, dell’intera comunità parrocchiale. Per tutte queste qualità e per il tuo impegno, sentiamo il dovere, caro Don Luca, di ringraziarti di cuore. Ci sentiamo privilegiati per averti conosciuto e apprezzato. Ora la nostra comunità si accinge a salutarti con la speranza nel cuore, speranza che è certezza, «àncora dell’anima sicura e ferma» (Eb 6,19), la quale ci permette di allontanare la tristezza e rassicura, perché sappiamo per certo che questo non è un «addio» ma un «arrivederci». Avremo sicuramente occasioni di incontro e di condivisione, e sarà bello di nuovo parlarci e stringerci le mani

L’augurio di tutti noi qui presenti si concretizza nelle parole di San Francesco che con gioia vera doniamo a te questa sera: «Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace».

 Grazie di tutto, Don Luca.

 

 

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