Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Anglo arabo. Cherchi (Agris): "bisogna migliorare il parco fattrici e pianificare l'attività stalloniera"

Condividi su:

Nella sala convegni di Tanca Regia, ad Abbasanta, si è tenuto lo scorso 8 luglio 2015 un importante seminario sulla ricerca scientifica applicata al miglioramento genetico del cavallo. Hanno parlato sull’argomento i ricercatori dell’Università di Perugia, dell’Università di Sassari e i ricercatori dell’Agris. Le due Università hanno sottolineato l’aspetto teorico, mentre l’AGRIS ha presentato la parte pratica della ricerca, col suo patrimonio di cavalli, di dati e di esperienze nell’applicazione quotidiana.

Dopo l’introduzione del padrone di casa dr. Giovanni Piredda, direttore del Servizio Ricerca per la Qualità e Valorizzazione delle Produzioni Equine, ha preso la parola il prof. Silvestrelli di Perugia per presentare il progetto della ricerca, sottolineando come i tre fattori determinanti la produzione equina siano selezione, salute e cultura. Nell’evidenziare che il cavallo è una produzione zootecnica in cui contano le linee femminili, lo stesso professore ha precisato che in Sardegna sono presenti ben sedici delle diciotto linee femminili di maggior valenza.

Il dr. Giampaolo Biggio dell’Agris si è soffermato sui temi della ricerca statistica, con particolare riferimento alle linee genealogiche, alla morfologia dei soggetti e soprattutto ai parametri funzionali dei cavalli in attività. Tutto questo dovrebbe fornire la base per una previsione della valutazione genomica partendo dalla biometria e dalle performance.

Il dr. Andrea Giontella di Perugia ha parlato degli aspetti fenotipici dei cavalli e di come, nel voler valutare a priori la bontà degli incroci, si arrivi al BLUP (Best Linear Unbiased Predictor) che permette una pre-visione dei risultati che si vogliono conseguire.

A seguire gli interventi dell’Università di Sassari; il prof. Walter Pinna del Dipartimento di Scienze Agrarie si è soffermato sull’organizzazione del progetto, mentre ha parlato dei risultati la d.ssa Maria Grazia Cappai, sottolineando come il momento determinante dell’allevamento si situi nel periodo tra le 4 settimane antecedenti e le 4 seguenti il parto: in questa fase si pongono i vincoli per una buona carriera sportiva dei singoli soggetti.

Ha concluso i lavori scientifici il dr. Raffaele Cherchi, direttore generale di Agris, che partendo dalle evidenze della ricerca si è calato nelle esigenze più pratiche della zootecnia. Gli aspetti di riferimento per garantire al miglioramento genetico nuova linfa sono legati al mantenimento e ricostruzione delle linee femminili, confrontandosi con nuove regole di indirizzo allevatoriale e senza scordare la necessità di rinnovare l’attuale parco stalloni, che sconta le ristrettezze degli ultimi anni.

La tesi: bisogna lavorare in maniera sistemica sul miglioramento del parco fattrici, pianificando l’attività stalloniera, operazione scarsamente conseguibile col seme congelato.

Un contributo di respiro diverso ha portato il dr. Fabio Tore che rappresentava il ruolo della programmazione generale in Sardegna: “Sotto le tante sollecitazioni siamo riusciti ad apprezzare e condividere la valenza economica del mondo del cavallo”.

L’assessore all’agricoltura Elisabetta Falchi ha segnalato il ruolo decisivo svolto dalla politica, che ha messo a disposizione nuovi fondi per il prossimo triennio. “Anche la politica attuale assegna al comparto cavallo il ruolo di risorsa economica integrata nel sistema agricolo, in quello turistico e in quello ambientale. Infatti è da rilanciare la centralità del cavallo sia come produzione di qualità, sia per l’attività degli ippodromi, sia in prospettiva di scambi coi mercati esteri. Dobbiamo ripartire dalle nostre risorse allevatoriali e di competenza scientifica“.

Condividi su:

Seguici su Facebook