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Stop al parco di Tepilora: le procedure per l’istituzione vanno avanti da 8 anni

Quello di Campus è stato un atto irresponsabile

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Apprendiamo con fortissimo disappunto la notizia dello stop al parco regionale di Tepilora: il veto posto ieri in consiglio regionale dal capogruppo di “Sardegna è già domani”, Nanni Campus, è stato un atto di pesante irresponsabilità che danneggia tutto il territorio. Il rinvio alla prossima legislatura dell’istituzione del Parco rappresenta un fatto gravissimo e mette in evidenza come l’operato di alcuni politici sia ancora molto distante dalla realtà e dalle esigenze dei territori.

È preoccupante che un percorso iniziato nel 2005 e portato avanti con determinazione dai sindaci e dalle comunità locali possa fermarsi a pochi passi dal traguardo e dopo ben otto anni di lavoro, nonostante la Delibera della Giunta Regionale dello scorso 10 dicembre sembrava poter sbloccare la situazione e rendere operativo un progetto atteso da tempo. È incredibile che nonostante la delibera favorevole della Giunta regionale e l’unanimità dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, il progetto possa venire affossato dai singoli che rappresentano soltanto se stessi. Ancora una volta i personalismi e gli ingorghi delle procedure legislative vanificano tutto il lavoro fatto. E la situazione è ancora più incredibile se si considera che la decisione penalizza alcuni tra i Comuni più colpiti dall’alluvione del 18 novembre, i quali hanno scommesso sull’istituzione del Parco di Tepilora come occasione di rilancio e di messa in sicurezza del territorio.

Proprio ieri, durante la presentazione in conferenza stampa del Progetto di Confindustria per la Sardegna centrale e le sue zone interne abbiamo citato l’esempio positivo del Parco regionale di Tepilora sollecitando il consiglio regionale a una rapida istituzione dell’area protetta, come importante occasione di crescita e sviluppo per il territorio. E invece, ancora una volta gli appelli alla concretezza cadono nel vuoto vanificati oltre che dalla burocrazia dai colpi di mano dei singoli.

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