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Banda larga: nelle aree industriali e PIP della Sardegna centrale è il deserto telematico

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Gli investimenti per le infrastrutture digitali a banda larga e ultra-larga non sono più rinviabili e su questo occorre accelerare. L’ha sottolineato nei giorni scorsi a Venezia il premier Renzi presentando l’Agenda digitale tra gli obiettivi strategici del semestre europeo. E lo hanno indicato come esigenza prioritaria le nostre imprese che tutti i giorni toccano con mano i problemi derivanti da linee adsl poco performanti e in alcuni casi inesistenti. Le priorità sono state indicate con chiarezza dai nostri imprenditori che intervistati da Confindustria hanno segnalato in testa ai fabbisogni più urgenti, al primo posto, il cablaggio in fibra ottica e a seguire la copertura GSM delle zone d’ombra e il potenziamento delle linee adsl. Nelle aree industriali di Bolotana, Orosei, Siniscola e Tossilo, e in diverse aree PIP comunali della provincia, la situazione è fortemente critica. Mentre le nostre imprese faticano a dotarsi di una connessione a 2 MB al secondo, la maggior parte dei competitor europei dispongono di linee che viaggiano a 30 MB al secondo. In queste condizioni è difficile essere competitivi. Queste carenze sono state confermate anche dall’Istituto Tagliacarne che – fissando a 100 la media nazionale e assegnando alla Sardegna un indice pari a 44,85 – piazza la provincia di Nuoro agli ultimi posti in Italia per infrastrutture telematiche e telefoniche assegnandogli un indice pari a 21,21.

Il paradosso è che mentre nell’isola, secondo le statistiche, soltanto il 2,4% della popolazione è privo di internet veloce, in diverse aree industriali della Sardegna centrale operano aziende importanti che ne sono prive. Uno dei casi eclatanti è quello di Antica Fornace Villa di Chiesa che da 14 anni attende l’attivazione della banda larga, la cui assenza causa all’impresa non pochi problemi nei rapporti con i fornitori e la casa madre. Si stima che per consentire all’azienda l’accesso alla banda larga basterebbe un investimento di 450mila euro. La mancanza di internet veloce è una situazione che ha dell’incredibile per un’impresa, produttrice di guarnizioni in gomma, leader nell’isola per fatturato, con 132 dipendenti a tempo indeterminato e 1750 clienti in tutto il mondo. Un’azienda gioiello il cui titolare è stato chiamato per una testimonianza alla presentazione del rapporto Crenos, a riconoscimento dell’eccellenza dell’azienda sul panorama regionale. Nonostante le gravi criticità tra cui l’assenza di internet veloce, l’impresa sta avviando un investimento importante che porterà all’ampliamento della filiera e al forte incremento dei dipendenti. Il personale, tutto altamente qualificato, è giovane, motivato e fortemente attaccato all’azienda in cui il tasso di assenteismo si ferma alla soglia fisiologica del 2%. Come altre aziende nel centro Sardegna, Antica Fornace è un’azienda modello che ha ottenuto negli anni diverse certificazioni a conferma delle ottime performance raggiunte non solo nell’organizzazione aziendale ma anche sul fronte della sicurezza e della qualità del prodotto. Per questo come Confindustria chiediamo da tempo una soluzione rapida e definitiva delle numerose criticità, perché non possiamo compromettere la competitività di un patrimonio così prezioso, in termini di competenze e professionalità. La recente visita dell’assessore regionale all’Industria e l’interessamento della Giunta rappresentano certamente un segnale in questo senso.
 

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