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OLZAI. CIB’ARTE OLZAI: la creatività degli chef giramondo nella quiete della Barbagia

Successo del laboratorio organizzato a Casa Curreli Tola dagli Chef & Artisti Uniti provenienti da Cagliari, Genova e Piacenza insieme alla cuoca contadina Annalisa Atzeni

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Gusto
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OLZAI. Con notevole soddisfazione degli organizzatori e la partecipazione on line di migliaia di appassionati di enogastronomia, si è svolto il laboratorio creativo CIB’ARTE OLZAI organizzato la settimana scorsa dagli Chef & Artisti Uniti srl di Cagliari.

Il neonato progetto socio culturale CIB’ARTE non è legato ad alcuna istituzione pubblica, ma ha già ottenuto il simbolico patrocinio non oneroso dell’Assessorato alla cultura della Regione Autonoma Sardegna per le sue importanti finalità ricreative e divulgative delle più autentiche tradizioni culinarie regionali e nazionali.

Così, dal 29 settembre al 1° ottobre scorso, la prima tappa di CIB’ARTE si è svolta nella splendida dimora della famiglia Curreli Tola: un luogo davvero incantevole, incastonato nel pittoresco centro storico di Olzai, dove regna – da sempre – il buon gusto e la calorosa ospitalità della padrona di casa Francesca Curreli, avvocato di professione con studio a Cagliari, cuoca raffinata per passione e instancabile amministratrice degli Chef & Artisti Uniti.

Qui, tra i piacevoli profumi del tiepido autunno olzaese e dei sublimi aromi sprigionati dalla cucina fino al cortile con vista sullo storico rione “Cambone”, si sono alternati ai fornelli tre cuochi di eccellenza: Marco Pedemonte da Genova, Demetrio De Salvatore da Piacenza e Marcello Putzu da Capoterra, alla loro seconda reunion annuale dopo la positiva esperienza trascorsa lo scorso mese di febbraio nel ristorante Matchpoint di Berlino.

Per la prima edizione di CIB’ARTE è ritornata a Olzai anche la cuoca Annalisa Atzeni, custode di antichi saperi e di preziose memorie della civiltà contadina.

Presenti anche i giovani artisti cagliaritani Silvia Papavero Giacomo Pintus, il fotografo nuorese Donatello Tore e il maestro caseario Giovanni Agostino Curreli del caseificio locale Erkìles, sponsor dell’iniziativa insieme all’azienda Riso Passiu di Oristano e alla società cagliaritana di consulenza Minerva Consulting & Services.

Le fasi più interessanti del laboratorio sono state seguite in diretta streaming da migliaia di utenti registrati nel profilo facebook degli Chef & Artisti Uniti srl (LINK).

Purtroppo, a causa della pandemia da Covid-19, l’ingresso a Casa Curreli Tola è stato riservato a un numero limitato di invitati. Solo pochi ospiti hanno avuto così il privilegio di ammirare le performance degli chef e di gustare delle autentiche prelibatezze, nonché l’opportunità di condividere amichevolmente una indelebile esperienza multisensoriale e culturale con i promotori del laboratorio.

Ecco una breve presentazione dei principali protagonisti dell’iniziativa CIB’ARTE OLZAI e delle loro impressioni raccolte a conclusione dell’esperienza vissuta in Barbagia.

Chef Marco Pedemonte, da Genova
Chef patron del ristorante RossoVino Bistrot del capoluogo ligure e due volte finalista del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio (2016 e 2014).

«Sono arrivato in Barbagia con negli occhi i racconti della mia amica e sorella d’arte Francesca Curreli, ricordando le emozioni provate la prima volta che sentii, nel 1973, il profumo della macchia mediterranea sarda.

«A Olzai ho trovato amici e persone speciali, da Giovanni Agostino Curreli a Rosanna Becciu, Marina Pasolini e Roberto Zucca. Ho cucinato per loro insieme ai miei fratelli Demetrio De Salvatore e Marcello Putzu e ammirato i capolavori di Annalisa Atzeni.

A Olzai ho trovato un silenzio “sapido” contrapposto a tanti rumori metropolitani “insipidi” e la voglia di venire a vivere in questa terra meravigliosa con questo senso di “popolo” di cui sento la necessità. Ora sto provando molta nostalgia, che mi fa sperare di tornare al più presto nella mia nuova "casa" di affetti».

Chef Demetrio De Salvatore, da Rottofreno (Piacenza)
Dopo aver gestito per tre decenni un ristorante a Lipari, lo chef vulcanario si è trasferito da sei anni a Rottofreno (Piacenza) dove ha aperto e gestisce con la sua famiglia L’Osteria Pomice con un menù ispirato alla cucina delle Isole Eolie. Lo slogan di questo ristorante è «Le Eolie da gustare».

 «È la seconda volta che vengo ad Olzai ed ogni volta la magia si ripete, grazie soprattutto all’amorevole coordinamento della padrona di casa Francesca Curreli. Felicissimo e onorato di condividere questa costruttiva esperienza con i miei fantastici colleghi, che considero miei fratelli.

L’armonia che c’è tra di noi permette la commistione di piatti di regioni e culture diverse. Il cibo, che con maestria e dedizione prepariamo, si trasforma in narrazione, condividendo l’idillio che si crea. Come sempre, questo tipo di esperienze mi lascia qualcosa di unico grazie al laboratorio Cib’Arte.

In una breve pausa, passeggiando per le vie di Olzai con la divisa da cuoco, una signora presente all’evento dello scorso ottobre mi ha riconosciuto, salutandomi affettuosamente, chiedendomi il motivo della nostra presenza; questo oltre a lusingarmi, mi ha riempito di gioia e devo ammettere che ho lasciato Olzai a malincuore.

Se il Covid col distanziamento sociale ci divide, il cibo col proprio linguaggio universale ci unisce».

Chef Marcello Putzu, da Capoterra (Cagliari)
Lo chef cagliaritano ha fatto una lunga gavetta in giro per il mondo: dal freddo della Russia al sole caraibico. Un percorso impegnativo ma determinante per la sua maturazione umana e professionale.
Attraverso il viaggio ha approfondito la conoscenza di culture e cucine diverse da quella italiana, sviluppando uno stile sincretico e innovativo capace di osare nuove armonie di sapori ed elementi. Collabora attivamente al progetto Cib’Arte nato per tracciare dei percorsi ideali capaci di coniugare la creatività della ricerca enogastronomica con i fondamenti antropologici di territori, comunità e cultura. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive su reti nazionali (come Linea Verde - Rai Uno e Gusto TG5 - Canale 5) e ha pubblicato delle sue ricette su diverse testate giornalistiche nazionali e internazionali e guide, come La Guida di Repubblica.
Fa parte come chef professionista e come chef esperto del gruppo Chef & Artisti Uniti. È anche docente professionista per diversi Enti di formazione; referente per la Sardegna dell’Associazione Nazionale Artigiani Piccoli Imprenditori (ASSOAPI) e membro della Federazione Italiana Cuochi.

 «Devo ammettere che di passi ne sono stati fatti tanti, sempre in avanti. Olzai è diventato per noi di Chef & Artisti Uniti un punto di riferimento; anzi un punto di partenza per dei lunghi viaggi. Ho voluto e abbiamo voluto ripartire proprio da Olzai, perchè da qui nascono tante nostre idee. Per fare un lungo cammino abbiamo bisogno di carburante. E il carburante, per il nostro cammino, è stata la consapevolezza di voler fare eccellenza, e soprattutto la forte passione che ci accomuna e che ci ha permesso di creare un gruppo solido e brillante.

Abbiamo la necessità di poterci esprimere su più fronti: arte, cultura. E l’iniziativa Cib’Arte, con i suoi laboratori, ci permetterà di rendere visibile e commestibile le invisibili connessioni tra natura, tecnologia e arti.

Bene, questa è la mia soddisfazione di oggi. A breve usciremmo con una programmazione di eventi, ripartendo da Cagliari per poi proseguire in altre località dell’isola e speriamo anche dall’altra parte del Tirreno. Cercheremmo di rendervi partecipi con le dirette, considerate le diverse problematiche legate all’epidemia Covid-19.

Permettetemi di ringraziare l’Assessorato alla pubblica istruzione, cultura sport e spettacolo della Regione Autonoma Sardegna per averci concesso il patrocinio non oneroso, grazie alla collaborazione dei miei colleghi Demetrio De Salvatore e Marco Pedemonte e della bravissima Annalisa Atzeni, oltre a Francesca Curreli: la nostra fantastica compagna di viaggi». 

Annalisa Atzeni, cuoca contadina
Nata a Sisini (Senorbì), vive a Siurgus Donigala. Da sempre legata al mondo rurale, è diventata una cuoca professionista specializzata in ricette antiche sarde. Organizzatrice di eventi culturali enogastronomici, insegna la cucina tradizionale, la preparazione del pane con il lievito madre e promuove le lavorazioni del “coccoi pintau” e di altri pani rituali della Sardegna.

«Olzai è un borgo della Barbagia con una particolare magia che lo caratterizza. E nella dimora storica Curreli Tola, grazie alla padrona di casa, tutto si trasforma in un salotto culturale. Un ambiente dove gli artisti possono esprimere la propria passione....

Questa per me è la quinta volta che partecipo a eventi enogastronomici similari. E Cib’Arte l’ho vissuto con grande entusiasmo perché, dal primo momento, è stato un’unione di saperi e condivisione di vita, la creazione di un gruppo di lavoro, non solo cucina, cibo culturale, fotografia, scultura e pittura. Insomma, un ambiente affascinante per vivere una Sardegna dell’entroterra, dove le maestranze creano.... (nonostante le difficoltà dovute al Covid).

Ringrazio infinitamente Francesca Curreli, il fotografo Donato Tore [n.d.r. autore della foto in anteprima], Giangavino Murgia dell’associazione Kérylos [n.d.r. autore delle altre immagini pubblicate nell’album foto], i meravigliosi colleghi Demetrio, Marcello e Marco, gli artisti Silvia Papavero e Giacomo Pintus, Giovanni Agostino Curreli del caseificio Erkìles e tutti gli ospiti».

Francesca Curreli, cuoca per passione e proprietaria della Casa Curreli Tola di Olzai

«La condivisione è sempre stata una prerogativa della mia famiglia. Ho trascorso l'infanzia e l'adolescenza in una casa (sia a Cagliari che ad Olzai) sempre aperta agli amici ed ai parenti e dove la convivialità era fondamentale.

A tavola si scambiano idee ed opinioni su svariati argomenti. Chef & Artisti Uniti è questo: condividere con persone che hanno gli stessi interessi e sono mosse dalla stessa passione.

Chef, artisti, depositari di antichi saperi, fotografi, appassionati d'arte e di cucina, si sono ritrovati questi giorni a Olzai per condividere, scambiarsi idee, programmare e progettare, come nelle botteghe rinascimentali o nei salotti letterari.

È stata una grande emozione ritrovare in persone di età, esperienze e provenienze geografiche diverse la stessa appassionata ed appassionante voglia di confrontarsi. È solo il primo degli incontri del progetto Cib’Arte aperto a tutti coloro che vorranno condividere e confrontarsi.

Nel mio cuore ho dedicato questo laboratorio a mia madre, che mi ha iniziato alla cucina, insegnandomi ad essere curiosa e ad avere la mente aperta, ed all'arte (amica di tanti artisti e musa ispiratrice di alcuni di loro), portandomi con sé, sin dall'infanzia, a mostre e concerti. Sarebbe ben felice di vedere la sua casa rinascere a nuova vita in questo modo».

Giangavino Murgia

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