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La Base. Sul prezzo del latte la maggioranza prende in giro i pastori e noi votiamo contro

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"Il comparto ovino è nel baratro e ci chiede un intervento immediato e concreto"

Il prezzo del latte è sotto i 60 centesimi e quello del Pecorino romano è in caduta libera. I pastori chiedono disperatamente un prezzo più remunerativo perché con meno di 60 centesimi non coprono neppure i costi di produzione, mentre il mondo della trasformazione chiede interventi per togliere dal mercato il surplus del Pecorino romano. 

La risoluzione non da nessuna risposta. E’ molto vaga e non all’altezza della crisi. Non emerge un’idea e una strada in cui indirizzare il comparto fuori dal pantano. 

“Sono queste le motivazioni che mi hanno spinto a non votare questa proposta – spiega il consigliere regionale de La Base Gaetano Ledda -. In questo momento non serve una politica chiacchierona che schiva il problema, ma una autorevole che si assume delle responsabilità e da risposte”.    

“Con il mio movimento La Base  - sostiene il consigliere Gaetano Ledda - abbiamo avanzato una proposta, discussa anche in Consiglio regionale, che da risposte immediate con delle ricadute per tutta la filiera: la Regione acquista le eccedenze di Pecorino romano al prezzo del latte dell’annata 2015/16, a condizione che i trasformatori paghino il latte ad un prezzo non inferiore a 80n centesimi al pastore”.

In questo modo si danno delle risposte ai trasformatori e ai produttori: si sblocca il mercato del Pecorino romano, sottraendolo ad un meccanismo al ribasso che altrimenti spingerà sul baratro l’intero comparto; mentre dall’altra si consente ai pastori di spuntare 25 centesimi in più di quelli attuali, che porterebbero nelle tasche dei pastori oltre 70 milioni di euro in più. Una manna dal cielo, viste la situazione contingente”. 

Il tutto lo si può fare mettendo in campo il Patto per il latte, un accordo tra trasformatori e pastori, sotto la regia della Regione che ha il via libera dall’Europa. 

 “Chiedevamo alla Regione di fare la sua parte e di esercitare il suo ruolo – dice il presidente de La Base Efisio Arbau -. La soluzione per una volta ce la indica l’Europa”.

 

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