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GAVOI. Intervista a Mario Fadda, il top player del Taloro Gavoi

| di Michele Arbau
| Categoria: Sport
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Mario Fadda

Perché hai scelto il Taloro?
“Avevo bisogno di respirare calcio buono e Gavoi da questo punto di vista è il posto ideale. Qui c’è il vero calcio, quello sano perchè fatto per passione. C’è gente seria, è una buona squadra con un bravo allenatore. La scelta non è stata semplice ed è stata ponderata. Gavoi è anche lontano da casa però i fattori negativi sono stati superati dai tantissimi lati positivi. Questi primi giorni di preparazione mi stanno confermato che ho fatto la scelta giusta”.

Conoscevi già il Taloro e il suo ambiente?
“Non direttamente. Lo conoscevo da avversario e per la nomea che si è conquistata in tutta la Sardegna di isola felice. In giro si parla solo bene di questa squadra, dei suoi tifosi e del paese tutto”

E dei giocatori conoscevi e avevi giocato con qualcuno?
“Con Roberto Mele ai tempi della Villacidrese, anche quella una bella realtà, per certi versi simile a Gavoi. Altri non conoscevo nessuno. Il mister per “fama” e per esserci sentiti un paio di volte l’anno scorso quando qui militava mio nipote Massimo Fadda (ndr l’ex portiere quest’estate tornato al Cagliari)”

Per venire a Gavoi hai chiesto garanzie, obiettivi ambiziosi?
“Assolutamente no. Non sono alla ricerca di rivincite o di dimostrare quanto valgo. L’obiettivo è la salvezza. Bisogna volare bassi altrimenti si rischia di cadere e farsi male. Dobbiamo puntare ad un’ottima salvezza divertendo il pubblico. L’impegno lo do per scontato soprattutto in ambienti come questi. Darò il massimo sempre e sono sicuro che ci toglieremo delle belle soddisfazioni”

Calcisticamente dove sei nato?
Nell’Olbia prima di passare alla Spal dove sono rimasto 7 anni. Lì ho esordito in prima squadra a 15 anni”

Quando sei andato alla Torres sembravi destinato ad arrivare in serie A seguendo le orme di Langella, cose è mancato?
“Non spetta a me dirlo. Sicuramente alla Torres sono arrivato nel momento sbagliato. Comunque non ho rimpianti, sono soddisfatto della mia carriera che ancora non è finita. Non sono mica venuto a Gavoi a svernare, ho ancora tanto da dare al calcio e spero di togliermi anche qui delle belle soddisfazioni”.

Qual è il tuo ruolo in campo?
Mi adatto sia come prima che seconda punta, comunque su tutto il fronte d’attacco

Qui a Gavoi giocherai prima punta?
Sono a disposizione del mister e della squadra. Mi adatterò alle esigenze. Voglio essere il finalizzatore del bel gioco. Non sono assolutamente venuto a fare la prima donna.

I tifosi si sono entusiasmati fin da quando è trapelare la notizia del tuo possibile arrivo. 
La stima è stata tanta da subito e non me l’aspettavo. Mi sono arrivate tanti sms ed e-mail. Mi hanno trasmesso tanto affetto. Per me questo è fondamentale. Sentirmi “importante” mi carica e mi da ulteriori entusiasmo e motivazioni. Spero di ripagarla con i risultati a cominciare da domenica”

Domenica c’è appunto la prima partita ufficiale della stagione, giocate al Maristiai contro la Nuorese la gara di andata della coppa Italia.
Sarà una partita difficile perché affrontiamo la Nuorese, squadra che ha blasone e che si è rinforzata tantissimo. E’ la favorita del girone. Per noi è importante partire con il piede giusto. Anche loro sanno che non sarà una passeggiata e che ci devono rispettare perché noi siamo il Taloro. Il Taloro è il Taloro. In casa dobbiamo diventare imbattibile. Il Maristiati, come da tradizione, deve essere un’arena. Tutte le formazioni dovranno mettersi il cuore in pace e sapere che qundo giochiamo in casa i tre punti non si muoveranno da Gavoi”

Michele Arbau

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