CAGLIARI Il Movimento dei pastori sardi ha chiesto di essere convocato a Bruxelles per «non essere penalizzato dagli investimenti previsti dal piano agricolo europeo, la Pac, fino al 2010». È stato il leader del gruppo, Felice Floris, a sollecitare il faccia a faccia al commissario europeo per l’agricoltura, il rumeno Dacian Ciolos. Fra i relatori del convegno a Catania sul futuro della Pac, Floris ha detto dal palco: «A chi oggi qui rappresenta l’Europa, chiediamo con forza di essere ascoltati. I pastori sardi hanno il diritto di dire la loro su come saranno ripartiti i fondi comunitari a sostegno dell’agricoltura e degli allevamenti». Seduto in prima fila, Ciolos ha annuito col capo e dunque prima che il Parlamento di Strasburgo cominci la discussione sul maxi-provvedimento è sicuro che ci sarà l’incontro. Per il Movimento pastori non sarebbe la prima volta a Bruxelles. C’è già stato nel 1996: allora fu una folta delegazione a manifestare nella Piazza delle bandiere, per pretendere «il rispetto dell’Europa dei diritti della pastorizia». Oggi, dopo sedici anni, Bruxelles ritorna a essere l’obiettivo della protesta del movimento. «Sono sicuro – ha detto Floris – che l’incontro con Ciolos sarà all’inizio del prossimo anno. Noi non vogliamo che il nuovo piano comunitario continui a favorire i grandi produttori e a penalizzare invece le piccole aziende come sono quelle sarde. Sappiamo bene che nella proposta del commissario – ha continuato Floris – la pastorizia intesa come bene ambientale e presidio del territorio avrà una maggiore considerazione, ma chiediamo certezze e non solo promesse». Richiesta che il Movimento pastori ha rilanciato anche al ministro dell’agricoltura, Mario Catania: «Dal governo e dalla Regione – ha detto Floris nel suo intervento – aspettiamo ancora quei provvedimenti che permettano alle nostre aziende non di sopravvivere, ma essere protagoniste del mercato alla pari con le altre imprese del Nord Italia ed europee. La Sardegna non può permettersi di veder spazzar via la sua grande storia agropastorale per colpa di una crisi che non abbiamo voluto e oggi subiamo». L’Mps ha sollecitato il ministro di «sfruttare al meglio gli ultimi mesi del governo Monti, per lasciare un segno indelebile nella politica agricola italiana». Ma è soprattutto all’Europa che i pastori sardi guardano. «Siamo convinti – ha concluso Floris – che da Bruxelles possiamo avere subito quelle risposte che ci permettano di uscire dal tunnel della crisi». (ua)
