di Giovanni Bua
NUORO Il mercato delle costruzioni in provincia di Nuoro affonda. Avvitato in una spirale recessiva che peggiora di giorno in giorno. E della quale non si vede la fine. Questa la drammatica fotografia scattata dalla Cna, che ha presentato ieri con il segretario regionale Francesco Porcu e quello provinciale Alessandro Deiana e il presidente Tonino Bruno un corposo rapporto su dati e prospettive di un comparto che, nonostante la crisi, genera ancora un volume di affari di 437 milioni. E rappresenta uno dei pochi puntelli rimasti in un territorio che non può contare più sull’industria, da cui lo Stato batte in ritirata, e che da anni è ormai ancorata sul fondo della classifica per Pil pro-capite insieme ai più poveri d’Italia. Il crollo. «Dopo il 2011 pensavamo di aver toccato il fondo. Ma purtroppo non è stato così». Sono sconsolati i vertici della Cna costruzioni. E il perché lo si capisce quando iniziano ad inanellare i numeri. Le costruzioni, dopo aver lasciato sul campo il 9,3 per cento nel 2011, crollano nel 2012: -12,8 per cento di investimenti, -12,4 di giro d’affari. Se nel 2011 il volume di risorse mosse era pari a 484 milioni nel 2012 si arriverà a 437. Quasi tutti in doppia cifra i ribassi dei settori di attività , con -12 per cento per i rinnovi, e picchi superiori al 20 per cento per l’edilizia non residenziale privata. Regge la non residenziale pubblica, ma solo perché a tenere su i dati è arrivato il project financing Asl con l’avvio dei lavori di ristrutturazione degli ospedali SanFranscesco e Zonchello a Nuoro,SanCamillo a Sorgono e dei presidi sanitari di Macomer e Siniscola. In caduta libera infrastrutture e opere di genio civile (-17%). E chiaramante le compravendite immobiliari (-16,8). Risultato: la cassa integrazione gennaio/ottobre 2012 schizza di un ulteriore 72% rispetto ai già drammatici dati del 2011. Case. La gente va via (-2,2 per centro di residenti negli ultimi dieci anni). E comunque quelli che rimangono non hanno soldi per comprare una casa, e non riescono a prenderli in prestito dalle banche. E così, se nel 2009 si producevano 700 abitazioni all’anno, nel 2011sono meno di 450, di cui solo 351 di nuova costruzione. Per la non residenziale nel 2011 ultimati 67 fabbricati, pari a poco più di 200mila metri cubi. Numeri ancora più neri nel 2012: 48 fabbricati e 157mila metri cubi. Con il peso di Nuoro che scende a meno del 10 per cento regionale in termini di nuovi fabbricati e all’11 per le volumetrie. Bandi di gara. Riprendono un po’ i bandi di gara dopo l’annus horribilis 2011, che si era chiuso con una contrazione del 43 per cento del numero e del 56 del valore. Nei primi dieci mesi del 2012 ci sono 145 gare promosse (+17,9) e 127 milioni di valore (+110 per cento). Ma in realtà si tratta di maxi-gare, come quella (oltrettutto decisamente contestata) del termovalorizzatore di Tossilo e quelle di Osidda e Buddusò per la realizzazione di due parchi fotovoltaici. Troppo piccoli. Maxi appalti da cui le imprese nuoresi stanno fuori. Con una torta del 67 per cento posto in gara che segue nuovi sistemi di affidamento (appalto integrato, partenariato, concessione, leasing in costruendo), con la frammentata struttura barbaricina che non è in grado di adeguarsi. A questo si devono aggiungere i noti problemi di pagamento delle amministrazioni, strozzate dal patto di stabilità , l’uso punitivo dei Durc (chi non è in regola con i pagamenti non può partecipare, anche se vanta crediti di molto superiori), la difficoltà di accesso al credito (-22% di mutui nel 2011, -12,5 nel 2012) e dei finanziamenti per costruzioni(-9,5%) Tutti in Cig. Risultato: in 4 anni le imprese sono calate del 55 per cento. L’occupazione del 37, e la cassa integrazione nei primi dieci mesi del 2012 è volata a +72%)
