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La nuova sardegna. Regione, in cassa 4 miliardi in meno

Uras: «L’esercizio provvisorio è un altro colpo all’isola» La Spisa: «La maggioranza decida sul bilancio del 2013»

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di Alfredo Franchini

CAGLIARI La Regione ha scelto di non presentare il bilancio 2013 per protesta contro il governo che ignora l’isola. Il rischio, però, è di farsi ancora più male con l’esercizio provvisorio. Lo ha denunciato ieri Luciano Uras (Sel): «La spesa divisa in dodicesimi fiaccherà ancora maggiormente le possibilità di resistenza del nostro sistema produttivo». Con l’esercizio provvisorio, infatti, l'autorizzazione prevede che le spese possano essere effettuate, per ciascun capitolo, nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell'esercizio provvisorio (un dodicesimo se è un mese sino a quattro dodicesimi, il limite massimo consentito). »Si va verso l’approvazione di un esercizio provvisorio con effetti devastanti», afferma Uras. Il bilancio della Regione vede le casse sempre più vuote: entrate per 5,7 miliardi a fronte di oltre 9 miliardi di stanziamenti in conto competenza. Le entrate riscosse sono pari a 5,25 miliardi e quindi quattro in meno di cui la metà per mancate riscossioni sulla parte dei tributi propri. Il patto di stabilità e la lentezza della macchina burocratica sono i freni da togliere: su 4,9 miliardi in conto residui il riscosso è di 914 milioni. «Significa che 3,5 miliardi di fondi propri della Regione», dice Luciano Uras, «sono stati lasciati nelle casse ministeriali per coprire il debito pubblico nazionale. La previsione stautaria delle entrate è sistematicamente disattesa dal governo. Il presidente Cappellacci e l’assessore La Spisa sono irreperibili e insieme a loro lo è anche il bilancio per il triennio 2013-2015». L’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, apre una prospettiva diversa: «Se la maggioranza, che aveva concordato sul rinvio, considera superate le motivazioni dell'attesa e ritiene utile l'avvio della sessione di bilancio, la proposta può essere presentata anche nei prossimi giorni». Ma i tempi non concordano più e i l ricorso all’esercizio provvisorio sembra davvero ineluttabile. Le norme di contabilità della Regione imporrebbero alla giunta di predisporre la legge finanziaria entro la fine di settembre e di trasmettere i documenti al Consiglio che deve approvare la manovra entro il 31 dicembre. C’è quindi un ritardo di tre mesi che difficilmente potrà essere recuperato. La questione del bilanci si lega a un’altra necessità: evitare di perdere le risorse messe a disposizione dell’isola attraverso i fondi europei, in particoilare i milioni destinati all’agricoltura sarda. Su questo punto Gianluca Cadeddu, direttore del Centro di programmazione assicura: «La Sardegna non perderà un euro».

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