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La nuova sardegna. Il Pd sceglie i nomi, il Pdl è a un bivio

Domani le regole delle primarie, Sel chiede di farle assieme. A destra candidature al buio: per una o due sigle?

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di Filippo Peretti

CAGLIARI Il Pd riunisce i volontari per rifare altre primarie (domani le regole, poi i nomi) a un mese dall’incoronazione di Pierluigi Bersani, il Pdl cerca di mobilitare la base (diverse le assemblee di ieri) ma ancora non sa se resterà unito e chi sarà il leader: tutti attendono l’ennesima mossa di Silvio Berlusconi, sperando che sia quella decisiva. La vigilia della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento è molto incerta anche in Sardegna. Per il Pd quella di domani a Roma è una giornata chiave: si votano le regole delle primarie. Quando il quadro sarà preciso, i candidati spunteranno ufficialmente. Secondo indiscrezioni, ieri avrebbe preso più consistenza l’ipotesi di far svolgere le primarie non in un collegio unico ma per province. Devono essere scelti 27 nomi (tanti quanti sono i posti assegnati alla Sardegna in Parlamento) ma quelli che contano con la legge “Porcellum” saranno i primi 7-8 della Camera e i primi 4-5 del Senato. Si prevede infatti che se il Pd sarà il partito maggiore avrà nell’isola 12-13 parlamentari. A scegliere i nomi da piazzare nei primi posti nelle due liste sarà il popolo delle primarie il 29 o il 30 dicembre. Per conoscere i candidati che si contenderanno quelle posizioni bisogna attendere le regole. Ad esempio: sarà dato il via libera ai consiglieri regionali e a quanti? Se i collegi delle primarie saranno provinciali le competizioni saranno agguerrite e ravvicinate tra i candidati. I contatti tra le diverse aree politiche e territoriali sono febbrili. Tra gli uscenti hanno deciso di non ripresentarsi Antonello Cabras e Arturo Parisi. Per quanto riguarda le candidature alle primarie, a Sassari è lotta aperta: si parla del segretario regionale Silvio Lai, del deputato uscente Guido Melis e suo amico di area Mario Bruno, vice presidente del consiglio regionale, del renziano Gavino Manca (non è scontato per via della norma restrittiva sui consiglieri regionali) e dell’ex consigliere Giovanni Giagu. Già cinque nomi per possibili tre posti. In Gallura sarebbe frontale la sfida tra due uscenti (il senatore Giampiero Scanu e il deputato Giulio Calvisi) con il renziano Pierluigi Caria: e la Gallura potrebbe avere diritto solo a un posto. A Nuoro vorrebbero candidarsi due consiglieri regionali (Francesca Barracciu e Giuseppe Luigi Cucca) ma sul numero degli inquilini dell’assemblea sarda si deciderà solo mercoledì o giovedì nella direzione regionale. A Oristano il posto dell’uscente Caterina Pes potrebbe essere minacciato da un nome di un’altra area: si parla dell’ex capogruppo Antonio Biancu. Nel Sulcis-Iglesiente è messo abbastanza bene il senatoire Francesco Sanna, nel Medio Campidano non dovrebbe avere rivali il deputato Siro Marrocu. Sfida aperta a Cagliari: i deputati Paolo Fadda e Amalia Schirru saranno sfidati probabilmente dal renziano Chicco Porcu (consigliere regionale, quindi in forse) e dall’ex diessino Graziano Milia. E c’è chi parla anche di Renato Soru. Al momento non circolano indiscrezioni su possibili candidati dell’Ogliastra. Alle primarie del Pd (ma con schede separate) vorrebbe partecipare anche Sel. Il cui segretario e possibile candidato per la Camera, Michele Piras, viste le incertezze di un accordo nazionale, ha rivolto un appello ai democratici sardi perché sia ripetuta l’esperienza del 25 novembre. Sel, anche per cercare di superare lo sbarramento dell’8 per cento, al Senato potrebbe presentare il capogruppo Luciano Uras. Ieri il segretario del Pd Silvio Lai ha riunito a Tramatza, assieme al responsabile dell’organizzazione Sebastiano Mazzone, quattrocento dei mille volontari delle primarie: «Siamo l’unico partito che fa scegliere i parlamentari dagli elettori, la vostra partecipazione attiva alla vita politica è un segno di maturità, di responsabilità e di fiducia. Ora non dobbiamo abbassare la guardia». Fin qui il centrosinistra. Nel campo opposto non si può ancora parlare di nomi perché l’incertezza è assoluta. «Non sappiamo nulla di come ci presenteremo», ha ammesso il senatore Mariano Delogu. Ci sarà ancora il Pdl unito o nascerà un partito a destra (il Centrodestra nazionale di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa) sempre in sintonia con Berlusconi? Se ne è parlato ieri a Cagliari in un convegno organizzato dall’assessore Antonello Liori, disponibile a seguire Gasparri. Presente, con Delogu, la vasta area di ex An. Mentre il deputato Bruno Murgia, che a Roma ha per fierimento il sindaco Gianni Alemanno ha detto che preferirebbe restare in un «Pdl davvero rinnovato che valorizzi i nostri valori». Grande entusiasmo da parte di un altro gasparriano, Carmelo Porcu, il quale ha affermato: «Non so se sarò candidato, ma è certo che continuerò a combattere». Ha etto di essere fiducioso, spiegando il perché con la consueta ironia: «Peggio di noi c’è solo la sinistra». Tra gli ex di Forza Italia sono tutti in attesa delle decisioni di Berlusconi, soprattutto sul “minacciato” rinnovamento delle liste.

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