Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. La Finanziaria sarà in Aula entro fine anno

Vertice di maggioranza

Condividi su:

Non è un dietrofront, ma un cambio di strategia. Dettato dalla situazione politica: con il governo appena caduto e le elezioni politiche alle porte non c'è più il tanto per forzare il contenzioso con Roma, non approvando la Finanziaria e scegliendo la strada dell'esercizio provvisorio. Ora non è più una voce: la Finanziaria sarà portata in Consiglio tra Natale e Capodanno. E ieri, durante un vertice a Villa Devoto, il governatore Ugo Cappellacci ha chiesto un parere alla maggioranza annunciando che per la fine di questa settimana ci sarà un nuovo incontro durante il quale sarà presentata la bozza del documento.
IL TESTO Non sarà una Finanziaria ricca. Il documento, infatti, dovrà essere rivisto nelle priorità di spesa che risentono dei vincoli imposti dal patto di stabilità: rispetto al 2011 si calcolano 800 milioni in meno per il sistema Sardegna, già martoriato dalla crisi. Una volta perfezionata, la bozza della Finanziaria passerà alla commissione Bilancio e poi in Consiglio. Così il governatore Ugo Cappellacci: «Ho proposto alla maggioranza di esaminare subito la manovra visto che la crisi di governo e le imminenti elezioni nazionali lasciano poco spazio alle questioni dell'Isola sul patto di stabilità. La maggioranza ha condiviso e tra qualche giorno ci vedremo per individuare le priorità».
GLI ALLEATI Dai partiti di maggioranza c'è stata una presa d'atto. «Si farà la Finanziaria con le poste di bilancio dell'anno scorso, se non interverranno cambiamenti il livello di spesa sarà ridotto per via del patto di stabilità», dice Pietro Pittalis (capogruppo Pdl). «L'esercizio provvisorio era un atto di forza nei confronti del governo. Ma il governo non c'è ed è inutile insistere». Giacomo Sanna (leader Psd'Az) è preoccupato: «Dopo i tagli che ci sono stati ci saranno altri sacrifici». E Attilio Dedoni (capogruppo Riformatori) propone di fissare «alcune priorità di spesa e di escludere dal patto di stabilità tutti i finanziamenti che la Regione anticipa allo Stato, come quelli per la Protezione civile». (lo. pi.)

Condividi su:

Seguici su Facebook