È stata presentata ieri da Confindustria la ricerca degli studenti della scuola media di Sarule «Quali prospettive di lavoro nella Sardegna degli ex poli chimici?» premiata l'aprile scorso in Senato. «Mai più avvelenati e abbandonati: noi amiamo la nostra Isola, la nostra comunità , ma per ogni cosa non si ha mai la sensazione di ciò che ci attende se non si vive sulla propria pelle», ha detto Anastasia Urru, una delle protagoniste del lavoro incentrato sul polo chimico di Ottana che con la crisi ha creato tanta disoccupazione e drammi collettivi se «nel nostro paese la disoccupazione sfiora il 60 per cento»). Come alternativa gli studenti indicano la valorizzazione del territorio (ambiente, cultura e storia), col rilancio dell'agro-alimentare e dimostrano di avere le idee chiare: «Le nostre risorse sono state usate e sono usate male - ha aggiunto Anastasia Urru - guardando al guadagno del singolo e non a quello della comunità . Ma ora dobbiamo guardare più avanti puntando sui nostri beni».
La ricerca, selezionata dall'Ufficio scolastico regionale, è stata premiata insieme ai progetti di altre cinque scuole italiane, dalla Commissione diritti del Senato nell'ambito del concorso nazionale Testimoni di diritti . Uno studio tra passato e presente della storia dell'industrializzazione in Sardegna, con uno sguardo alle attuali opportunità di sviluppo. «La nostra scuola vuole dare una offerta formativa non scollata dal territorio - afferma l'insegnante di lettere Sonia Ignazi - la crisi del comparto ha prostrato un'economia già compromessa, i ragazzi hanno capito errori e cercato di immaginare soluzioni». Proposte, che il prossimo aprile saranno presentate anche al parlamento europeo, discusse ieri dai ragazzi con il presidente di Confindustria: «Senza fare vittimismo - ha detto Roberto Bornioli confrontandosi con gli studenti - siamo un territorio dimenticato, alle aree centrali della Sardegna viene data minore attenzione e voi ragazzi dovrete rilanciare anche a livello europeo il tema insularità ».
Fabio Ledda
