di Vannalisa Manca
SASSARI Ricompare il Gianfranco Ganau contestatore. La sua è stata una provocazione contro le regole delle “parlamentarie” del Pd: il sindaco di Sassari non ha alcuna intenzione di candidarsi alle Politiche, ma l’altro ieri, in polemica con le regole stabilite dal partito, giusto pochi minuti prima della scadenza dei termini, aveva presentato la richiesta di deroga per partecipare alle primarie dei candidati del Pd . Ha voluto fare una provocazione appunto, un gesto simbolico, dare un segnale politico. Di certo, la notizia della richiesta di deroga, letta sul giornale di ieri, ha creato qualche rumore in consiglio comunale e tra più sicuri candidati. «Quelle regole - dice Ganau - pongono centomila limiti. Di certo limitano la reale apertura nelle candidature. L'esempio è la chiusura nei confronti dei sindaci, dei presidenti delle Province e dei consiglieri regionali che in questo modo non hanno la possibilità di rappresentare la propria città e il proprio territorio». Altro aspetto sul quale il sindaco di Sassari ha inteso aprire un ragionamento è la limitata platea degli elettori che fa riferimento a precedenti consultazioni, quelle per la scelta del candidato premier. «Bisogna avere coraggio e far veramente partecipare gli elettori. Chiedo primarie vere, aperte: chi si vuole candidare lo fa e raccoglie voti. Qual è il problema? Sia chiaro, ritengo che il Pd abbia fatto dei passi straordinari verso la partecipazione attiva dei cittadini. Le primarie per la scelta del candidato premier e la decisione di indirne altre anche per la composizione delle liste, nonostante la ristrettezza dei tempi, sono un segnale chiaro della volontà di avvicinare sempre di più la politica ai cittadini». Non a caso, proprio subito dopo le primarie del 25 novembre e il ballottaggio del 2 dicembre per eleggere il candidato premier, Gianfranco Ganau aveva sollevato la bandiere del «primarie per tutti». La sua voce ha trovato buona eco, ma le regole sono rimaste sempre limitanti. Però, dice Ganau, poichè le primarie sono un’istituzione democratica, non possono essere vincolate a poche persone e con poche caratteristiche. Anche perchè, di fatto, escludono tutta una categoria di persone con esperienza amministrativa. «La mia iniziativa - sottolinea il sindaco Pd - è rivolta a stimolare una reale e più ampia partecipazione degli elettori alle scelte. La critica è rivolta non tanto a chi ha fatto questi passi in avanti, sia pur con i limiti rilevati, ma soprattutto a chi ha scelto di andare a elezioni con un sistema, il porcellum, che garantisce gli interessi di pochi, a discapito dei diritti dei cittadini. Nonostante l'impegno del Pd, unico in Italia a far scegliere il 90 per cento dei candidati, serve un ulteriore sforzo, pregiudicato dalla repentina e irresponsabile scelta del Pdl di far cadere il governo Monti». La richiesta di deroga di Ganau, quindi, aveva solo questo intento «e mi auguro che il mio atto, seppure solo simbolico, possa essere utile ad aprire una riflessione per questa e per le prossime tornate elettorali».
